«DI NUOVO stop al Piano Casa». L' appello è di Italia Nostra che reputa le modifiche della Regione «insufficienti e inaccettabili». L' associazione ambientalista si è sempre fermamente opposta al Piano regionale che apportava pesanti modifiche alle tutele paesaggistiche, ma anche quest' ultima proposta viene giudicata inadeguata. «SE SONO stati modificati gli articoli che riguardano la tutela dei parchi regionali, delle aree protette e dei vincoli paesaggistici per fermare il ricorso alla Corte costituzionale del ministero dei Beni culturali, gli articoli che permettono interventi invasivi in contrasto col Piano regolatore non risultano toccati», attacca Italia Nostra. «Nello specifico - continua l' associazione ambientalista - il Piano casa regionale toglie ogni potere ai Comuni e in particolare al Comune di Roma e all' Assemblea capitolina. Possono avvenire trasformazioni dovunque senza la verifica da parte dei consiglieri comunali. Si usa la scusa dell' housing sociale per costruire alveari di miniappartamenti con solo una quota ad affitto concordato, ma dopo alcuni anni si sfratteranno gli inquilini e gli alloggi torneranno sul mercato. Ma poi quale mercato, con tutti gli edifici vuoti di Roma? Anche la "città storica", Eur, Garbatella, Prati, il Nomentano non si salveranno da demolizioni o ampliamenti». Da qui l' appello al presidente Zingaretti e all' assessore Civita affinché «fermino questi scempi ormai evidenti, modificando in modo sostanziale il Piano casa di Polverini e Ciocchetti, e aprano di nuovo l' intero testo alle osservazioni e alla richiesta di modifiche all' Assemblea capitolina, restituendo alla città i poteri sul suo territorio». Riprende la denuncia del presidente del municipio XI, Maurizio Veloccia, il presidente della commissione capitolina Ambiente, Athos De Luca: «Quando il Piano casa della giunta Polverini venne in consiglio comunale tentammo in ogni modo di limitare la possibilità di intervenire su Roma, tenuto conto della delicatezza del tessuto urbano della capitale. Cercammo di interdire il piano in varie parti della capitale, come tutta la città storica, ma la giunta Alemanno, per miope sostegno politico all' assessore Ciocchetti, fautore del piano, respinse tutte le nostre proposte per limitare i danni di quella legge, pubblicizzandola come una risposta all' emergenza abitativa finalizzata al rilancio dell' occupazione». Ora le conseguenze vengono denunciate da più parti, sì perché la Città del Gusto, l' ex Fiera, le ex Buffetti rischiano di essere trasformate in tanti mini appartamenti. «Vere e proprie speculazioni - attacca De Luca - Quindi ora la Regione intervenga per fermare un' operazione che rischia di danneggiare la città