C'È CHI propone un sitin da tredicimila concorrenti oggi e domani al Palapartenope, all'esame di abilitazione per guide turistiche. Chi suggerisce retroattivamente di fornire meno di 4000 domande e più risposte giuste invece che sbagliate. Chi sprona a far bene lo stesso la prova, facendo il tifo per i giovani candidati, «perché siete voi il futuro». E chi preferisce scherzarci su, suggerendo una risposta cattivissima e tripartita (a, b e c, come le risposte incriminate) sull'utilità e la competenza del Formez. A parte il gruppo Facebook "Esame guida turistica in Campania" (che ha superato i 5.500 visitatori), oggi e domani dalle 8.30 Fuorigrotta vedrà l'assalto delle 13 mila aspiranti guide turistiche che attendono il famoso tesserino. Dopo i rinvii degli anni passati e la beffa dei quiz sbagliati (come il museo di Bilboa anziché Bilbao, la Venere di Milo presa per un dipinto o Jacopo Ortis che diventa Jacopo Fortis minacciando di passare alla storia più delle Lettere di Foscolo dalle quali ha origine), l'ultimo dilemma è la "ricevuta" di iscrizione al concorso. C'È chi non riesce a scaricarla perché ha perso il codice a barre e al momento dell'esame teme di non poter essere identificato. Stamattina la prova, e, in ogni caso, la fine di dubbi e paure. «L'esame si farà regolarmente - tranquillizza i candidati l'assessore al Turismo della Regione Pasquale Sommese- la presenza di errori eo refusi in percentuali assolutamente fisiologiche non può certo mettere in discussione una procedura di assoluta trasparenza come quella messa in campo pubblicando preventivamente i quiz dai quali saranno sorteggiati quelli delle prove. Il Formez ha effettuato tutte le verifiche anche sulla base delle segnalazioni dei candidati». Quelli dubbio ambiguio palesemente sbagliati non saranno estratti. Il Formez parla attraverso Secondo Amalfitano, direttore Area accesso e Formazione: «I test saranno superfiltrati - avverte - perché le nostre verifiche andranno avanti sino al momento della prova. Ma abbiamo anche scritto sul sito che se tra le 50 domande dovesse comparirne una errata, la daremmo buona a tutti. L'allarmismo perciò è infondato. Ma il silenzio di chi ha studiato ha la meglio sulle grida di sole 300 persone che stanno producendo il caos». Arrivare a una prova che dovrebbe garantire il lavoro, di questi tempi, con in dote informazioni sbagliate, però, è piuttosto allarmante. «Il punto su questo concorso è un altro - prosegue Amalfitano - sono prove da centinaia di migliaia di euro e si fanno a costo zero. L'anno scorso il Miur bandì un concorso per dirigenti scolastici, su 5.300 domande mille erano sbagliate: la prova si fece regolarmente. Certo, una vergogna, ma stiamo parlando di mille su cinquemila. Qui sarà il2 per cento». Ma chi sono gli autori e che grado di studio hanno? «Minimo diplomati, molti con laurea magistrale e addirittura specialistica. Scelti dall'Università Telematica Unitelma Sapienza di Roma e dal Centro Universitario Europeo per i Beni culturali d'Europa di Ravello». Tristemente, c'era una domanda su dove si trovi Villa Jovis, e la risposta esatta suggerita, invece di Capri era Ravello. «L'abbiamo già eliminata la settimana scorsa», ribatte Amalfitano, e sottolinea: «Un concorso che la Regione pagherà 160 mila euro ma che sarebbe potuto costarne almeno un milione». Su questo, la replica di Sommese: «Costi un milione o un miliardo - commenta l'assessore - l'importante è la garanzia di trasparenza e la chiarezza». E non esclude che, se dovessero esserci altri problemi su domande e risposte all'esame delle guide, si potrebbero ipotizzare penali per inadempienza di chi ha svolto male il suo compito. «Continuerò a vigilare - afferma comunque il vicecapogruppo del Pd in consiglio regionale Antonio Marciano - le denunce erano concrete e quelli che come me vi hanno dato risalto non l'hanno fatto per ergersi paladini di una generica e inconcludente protesta». Il 19 novembre la correzione pubblica al Formez di Arco Felice di Pozzuoli (via Campi Flegrei, 34) dalle 10. I risultati sul sito www.ripam.formez.it dal 20 novembre. Ai candidati stamattina è richiesta la ricevuta di iscrizione (ma se non c'è, fa lo stesso), la carta di identità o altro documento di riconoscimento valido e una penna a inchiostro nero. Cinquanta minuti per rispondere ad altrettante domande. Esatte, si spera.