IL MAUSOLEO Ossario è una memoria storica di Roma. Sorge su viale Garibaldi,al termine della salita che porta al colle del Gianicolo, a poca distanza dal monumento equestre dell' eroe dei due mondi, nella località detta Colle del Pino, dove tra il 30 aprile e i primi giorni del luglio 1849 si svolse l' ultima strenua difesa della Repubblica Romana proclamata il 9 febbraio dello stesso anno. Dedicato a coloro che donarono la vita per Roma, il mausoleo è stato progettato dall' architetto Giovanni Jacobucci e solennemente inaugurato il 3 novembre del 1941, dopo due anni di lavoro. L' esigenza di ricordare degnamente i caduti per Roma viene posta con forza all' indomani della presa di Porta Pia: Garibaldi nel 1878 promuove strenuamente la legge che riconosce il Gianicolo un luogo deputato alla memoria dei patrioti. Sulla base di questa autorizzazione viene realizzato un cenotafio addossato al parapetto che dal limite della chiesa di San Pietro in Montorio si prolunga sul ciglio dell' altura. Iniziano così le ricognizioni per ritrovare le salme dei caduti e soprattutto di quelli morti sotto le mura di Roma il 20 settembre del 1870. Alcuni erano stati tumulati al Campo Verano, altri a Villa Borghese, altri alla Giustiniana e altri ancora in alcune vigne tra San Pancrazio e Porta Maggiore. Le tumulazioni nel sepolcreto gianicolense avvengono tra il 1879 e il 1884 e una lapide ricorda, senza riportare alcun nome, il luogo di inumazione; ma il sepolcreto rimane tuttavia abbandonato per molti anni fino alla costruzione dell' attuale Mausoleo. L' idea di realizzare questo grandioso monumento funebre viene proposta negli anni Trenta del Novecento dal figlio di Menotti Garibaldi, Ezio, allora presidente della Società dei Reduci Patrie Battaglie, e il governo l' approva, sostenendone i costi. Il monumento, una volta realizzato, diventa proprietà del Comune di Roma, ma nel 1956 viene dato in affidamento simbolico alla "Società di mutuo soccorso reduci garibaldini delle patrie battaglie di Roma", che ha curato la raccolta delle salme dei caduti durante la difesa di Roma nel 1849, durante l' insurrezione del 1867 e nel corso della liberazione della città nel 1870. Nel 1989 il mausoleoè stato restauratoa cura della Soprintendenza Comunale, in occasione del centoquarantesimo anniversario della Repubblica Romana. Il mausoleo è costituito da un' altare circondato da un quadriportico. L' altare, di granito rosso di Baveno, presenta sui quattro lati alcuni bassorilievi allegorici dell' antica Roma come la Lupa Capitolina con il cartiglio recante SPQR, teste leonine, gladi romani e insegne legionarie; simboleggiano l' ispirazione della Repubblica Romana del 1849 all' antica Repubblica Romana. Il quadriportico in blocchi di travertino, al quale si accede da una scalinata,è costituito da tre archia tutto sesto; le pareti sono adornate all' interno da elementi allegorici, marmi policromi, bassorilievi ed iscrizioni con versi di Gabriele D' Annunzio, tratti dal poema di rievocazioni garibaldine La notte di Caprera. Sull' attico della facciata principale sono scolpiti, in rilievo, la dedica "Ai caduti per Roma 1849-1870"e il motto "Romao morte". Attraverso una duplice gradinata ed un portone di bronzo, anch' esso decorato da motivi ispirati alla romanità, si accede al sottostante Sacrario; è costituito da una cripta che raccoglie le ceneri dei caduti rievocati nei nomi scolpiti: dai più famosi, come Goffredo Mameli, autore dell' inno nazionale, a Righetto, tredicenne trasteverino. Due lapidi all' interno riportano gli storici ordini del giorno del Municipio e del Triumvirato Romano. In alto è posta un' epigrafea mosaico estrapolata dagli scritti di Mazzini: "Custodi delle glorie paterne. Veglia con voi l' angelo della patria e l' angelo della patria è fratello dell' angelo della vittoria". Nel centro del Sacrario è collocato un pilastro portante l' ara superiore, ornato con palme e croci votive di alabastro e con la scritta "Et favere et pati fortia romanum est" ("È da romani compiere e soffrire cose forti"). Il soffitto del Sacrario, come quello del vestibolo, è eseguito a mosaico in oro. Alla base del mosaico, quale motivo decorativo e commemorativo, la scritta: "Restino perennemente scolpiti nei cuori i nomi di coloro che morirono combattendo per fare più bella e più grande la patria". Le pareti sono rivestite di marmi; i pavimenti sono a scomparti geometrici intarsiati e lucidi con motivi allegorici. Nel Sacrario, dietro le pareti, sono disposte le urne degli eroi caduti, i cui nomi sono incisi sulle trentasei lapidi che racchiudono i loculi; tra i caduti delle più importanti battaglie spiccanoi nomi di Ciceruacchioe dei suoi due figli fucilati a Ca' Tiepolo il 10 agosto 1849.
IL MAUSOLEO SUL GIANICOLO PER I PATRIOTI DEL RISORGIMENTO
Il Mausoleo Ossario è una memoria storica di Roma dedicata ai caduti per la Repubblica Romana del 1849. Sorge su viale Garibaldi, vicino al colle del Gianicolo, e fu inaugurato il 3 novembre 1941. Il mausoleo è stato progettato dall'architetto Giovanni Jacobucci e contiene le ceneri dei caduti durante la difesa di Roma nel 1849, durante l'insurrezione del 1867 e durante la liberazione della città nel 1870. Il mausoleo è costituito da un altare circondato da un quadriportico, con bassorilievi allegorici dell'antica Roma e marmi policromi.
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