Novembre inesorabile per gli scavi di Pompei: a tre anni esatti dal clamoroso crollo della Schola Armatorum, con i primi temporali autunnali viene giù un altro pezzo del sito archeologico meglio noto e peggio conservato del mondo. Questa volta è toccato a una porzione di un muro interno della Casa numero 21, edificio senza nome che affaccia su via dell'Abbondanza, il celeberrimo decumano inferiore dell'antica città romana. A quanto risulta al Sole 24 Ore, il pezzo interessato dal crollo misurerebbe 80 centimetri d'altezza per 1,70 centimetri di larghezza. La struttura muraria nella sua interezza era alta 1,80 centimetri. La segnalazione del crollo è stata effettuata da un custode impegnato nel rituale giro di ronda mattutino. A poche ore di distanza dal fatto che testimonia per l'ennesima volta quanto sia vulnerabile il sito per la cui messa in sicurezza è in ballo il Grande progetto da 105 milioni cofinanziato dall'Unione europea, arriva invece prova di quanto ricca e ancora inesplorata sia l'area: all'interno della Casa dell'Ancora è stata infatti rinvenuta un'antica cisterna della quale non si era avuta traccia precedentemente. Il crollo interno alla Casa numero 21 riaccende comunque i riflettori sul processo di riorganizzazione della Soprintendenza vesuviana, in fieri dall'estate scorsa. Il decreto «Valore cultura» con il quale il ministro dei Beni culturali Massimo Bray, tra le altre cose, ha inteso dare uno scossone alla gestione del sito è legge da ormai un mese (adesso si chiama Legge 1122013) ma non ha ancora avuto luogo la nomina del direttore generale e del suo vice, figure dotate di ampi poteri che avranno il compito di accelerare la spesa dei fondi di Bruxelles e portare a compimento il piano di gestione del sito. Quest'ultimo deve essere consegnato all'Unesco entro il 31 dicembre di quest'anno, pena l'inclusione nella lista nera dei beni «in danger» del Patrimonio mondiale dell'umanità. Il Grande progetto deve invece compiersi entro l'estate del 2015. Da aprile 2012 a settembre 2013 sono state bandite 14 gare per un totale di 29,5 milioni. I cantieri aperti, tuttavia, sono soltanto quattro: quelli di casa dei Dioscuri, casa del Criptoportico, casa di Sirico e casa delle Pareti Rosse, per una consistenza economica complessiva di poco inferiore ai cinque milioni. Si viaggia a due velocità tra pubblicazione dei bandi, supportata da Invitalia, e affidamenti. Facile immaginare che, per fine anno, si arriverà all'obiettivo di interventi messi a gara per 50 milioni. Difficile pensare che entro la scadenza del giugno 2015 posta da Bruxelles potranno essere spesi tutti e 105 milioni di dote. 4 ottobre 2013