«Fiera di avere bloccato lo scempio del raddoppio ferroviario e proposto un progetto di ampio respiro. Lascio il protocollo e l'archivio digitalizzato, bandi di gara per 12 milioni e iniziative per fare di Catania una città verde» Da oggi l'arch. Vera Greco, per oltre tre anni sovrintendente di Catania, lascia il posto all'arch. Fulvia Caffo e va a dirigere il Museo della Ceramica di Caltagirone, nell'ambito della rotazione degli incarichi dirigenziali. Nel fare il bilancio della sua esperienza catanese parte dalla fine, dall'ultimo atto importante che ha compiuto da sovrintendente solo pochi giorni fa, il 30 ottobre, «quando, nell'ultimo giorno possibile, alle 20,40, il sistema elettrico della sede già disattivato, lavorando con la pila elettrica, insieme al coprogettista arch. Nicola Neri, siamo riusciti a inviare al ministero competente il progetto definitivo per la rifunzionalizzate della Manifattura Tabacchi per un importo di 5 milioni, nell'ambito del programma Poin dal quale Catania, finora, era stata esclusa». Un progetto definitivo realizzato in appena tre mesi, in sostituzione di quello più complesso presentato in precedenza, per un costo di 10 milioni, e per il quale non c'era capienza. La sovrintendente non si è arresa e, sfidando i limiti di tempo, è riuscita a garantire questa importante occasione per Catania. Il progetto prevede che la Manifattura Tabacchi, così come stabilito, sia museo archeologico, ma anche galleria d'arte. I fondi ottenuti andranno a recuperare e a rifunzionalizzare l'edificio storico vincolato, quello che si affaccia su via Garibaldi, rispettandone l'anima e, dunque, l'identità architettonica della fabbrica. Non è previsto alcun intervento pesante, ma il recupero dell'esistente, a partire dai condotti dell'aria condizionata e dalla vecchie macchine. Saranno rifatti i tetti, gli infissi, realizzati ascensori, elevatori, servizi igienici, piccoli depositi, mentre un'ala con ingresso autonomo sarà destinata a bar, bookshop, caffetteria e punto internet, attività la cui gestione sarà affidata a privati. «Un'iniziativa importante per rivitalizzare il quartiere». Inoltre il cortile sarà decementificato e destinato a spazio verde per installazioni naturali realizzate nell'ottica dell'architettura del paesaggio. L'intervento deve essere realizzato entro giugno 2015. Ancora. La sovrintendente ha ultimato il progetto per la messa in sicurezza del Collegio dei Gesuiti e ottenuto il finanziamento di 3.600.000 euro più Iva dai fondi della Protezione civile, legge 43390, quella del terremoto di Santa Lucia. Con questi fondi verranno rifatte le coperture da cui entra acqua e rifunzionalizzati gli impianti, saranno tolte le parti pericolanti, che avevano spinto alla dichiarazione di inagibilità del complesso, e sarà recuperata tutta la parte su via dei Crociferi, incluso il cortile che sarà illuminato e reso visibile anche nelle ore notturne. Anche in questo caso l'arch. Vera Greco ha previsto un'area, con ingresso autonomo da via dei Gesuiti, da destinare a caffetteria e a bookshop e da affidare in gestione a privati. A garanzia di un intervento fatto bene e nei tempi previsti, ha scelto la formula del bando ad offerta economicamente più conveniente, ben più complicato di quello al massimo ribasso. Una delle conquiste di cui l'ormai ex sovrintendente è più fiera è quella di avere bloccato la proposta di raddoppio ferroviario che Rfi voleva imporre alla città devastandone il centro storico. Una lotta nella quale tutta la città le è stata al fianco, sebbene gradualmente e con impegno differenziato. «E sottolineo che non ci siamo limitati a dire no, ma abbiamo proposto un progetto di più ampio respiro, fondamentale per la città». Ancora. Vera Greco elenca il prossimo concorso di idee bandito dalla Fondazione Marilù Tregua per la valorizzazione di tutta piazza Stesicoro, dallo slargo di via Sant'Euplio fino alla statua di Vincenzo Bellini passando per lo scavo dell'anfiteatro. Sarà scelto il miglior progetto la cui realizzazione, anche a lotti, avverrà in un secondo momento contando sulla sponsorizzazione dei privati e su futuri fondi. Intanto la Fondazione Marilù Tregua si è impegnata a rifare il box per i custodi all'anfiteatro, a riacquistare i corpi illuminanti che sono stati rubati e a provvedere alle telecamere per la sorveglianza del monumento romano. Inoltre Vera Greco si dice fiera di essere riuscita ad attrezzare gli uffici delle sovrintendenza con 72 computer di ultima generazione, già installati e funzionanti, e questo senza spendere un euro, ma recuperando un vecchio progetto accantonato «grazie al lavoro di squadra fatto con intelligenza e alla dedizione del consegnatario e del viceconsegnatario». Ancora. «Lascio un protocollo digitalizzato, anche questo attraverso il recupero di fondi precedenti, e tutto l'archivio della sovrintendenza digitalizzato, un lavoro impressionante realizzato grazie all'impegno dei dipendenti di fascia A e B. Adesso possiamo seguire sul computer tutte le pratiche e l'andamento dei provvedimenti a vantaggio degli uffici e degli utenti». L'arch. Greco ricorda poi di avere bandito gare per circa 12 milioni di euro - incluse quelle per il recupero di Casa Vaccarini, dell'ex cinema Experia, del castellomuseo di Adrano -; di avere rielaborato il «piano paesaggistico di Catania», redatto nel passato dall'Università; di essere partner di Fiumara d'Arte e del master Rain di Palermo per il progetto «Social green» per Librino, un progetto di verde sociale che prevede il coinvolgimento di bambini e di carcerati nell'ottica di trasferire l'esperienza artistica nel paesaggio attraverso il verde e la sua cura. Le dispiace, invece, non aver potuto portare a termine la stipula del protocollo d'intesa «Catania green plan» che avrebbero dovuto firmare anche Comune, Università e associazioni culturali e professionali per la costituzione di un gruppo di lavoro a titolo gratuito volto a fare di Catania una capitale verde orientando a questo fine le tesi di laurea, gli indirizzi degli ordini professionali verso la bioarchitettura e le scelte dell'amministrazione nel campo del trasporto e dalla mobilità ciclo-pedonale. E poi un'altra cosa avrebbe voluto fare e non ha potuto: «Dare una sede adeguata alla sovrintendenza, quella attuale non è dignitosa. Il luogo naturale è in via dei Crociferi, per esempio nell'ex convento di San Giuliano». Infine una speranza. «Catania ha bisogno di diventare una città accessibile, liberata dal traffico caotico e dalla sporcizia, ha bisogno che tutte le istituzioni individuino una strategia condivisa e concentrino gli sforzi, e le scarse risorse, per realizzare obiettivi comuni». 04112013
SICILIA - L'ex sovrintendente. Il bilancio di tre anni
L'arch. Vera Greco, sovrintendente di Catania, lascia il suo incarico dopo oltre tre anni. Ha proposto un progetto di ampio respiro per la Manifattura Tabacchi, che prevede la trasformazione in museo archeologico e galleria d'arte. Il progetto è stato finanziato con 5 milioni di euro e prevede la rifunzionalizzazione dell'edificio storico. Inoltre, ha bloccato la proposta di raddoppio ferroviario e ha proposto un progetto per la valorizzazione di piazza Stesicoro. Ha anche attrezzato gli uffici della sovrintendenza con 72 computer di ultima generazione senza spendere un euro. L'arch.
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