Palazzolo. C'è chi la considera da sempre la "Perla" degli iblei. Ma oggi, Palazzolo, come un po' tutta la zona montana della provincia aretusea è dal punto di vista turistico, la terra delle occasioni perdute. La cittadina adagiata ai piedi dell'Acremonte ha un'offerta turistica molto ampia: dall'archeologia alla natura, dall'enogastronomia alle tradizioni popolari e, ancora, ai beni architettonici. Tuttavia questa mole di attrazioni riesce, tuttavia, a incuriosire solo i turisti di passaggio: settore capace di creare ben pochi benefici dal punto di vista economico e occupazionale. Il turista andrebbe accompagnato in un tour complessivo della città, rendendo fruibili tutti i siti e incentivandolo a fermarsi un po' di più. In questo giro turistico bisognerebbe coinvolgere anche quei quartieri antichi oggetto di un piano particolareggiato che, dopo tanti anni, non riesce ancora a vedere la luce. «Per il piano particolareggiato del centro storico - afferma il sindaco Carlo Scibetta - ho avuto rassicurazioni da parte dell'ufficio tecnico e dall'assessore al ramo che potrebbe essere adottato entro il prossimo febbraio. Il recupero di questi quartieri è tuttavia legato anche ad un problema di impoverimento demografico. Va quindi invertita soprattutto questa tendenza». Per decenni si è parlato del rilancio di questi luoghi, ma l'assenza anche di un'azione sinergica fra pubblico e privato li ha penalizzati. Questi tesori, accompagnati da un clima favorevole e da una gastronomia di eccellenza, potrebbero essere volàno di un'economia al collasso. «Le zone interne - afferma ancora Scibetta - da sempre si sono affermate con una certa difficoltà rispetto a quelle marittime. La Sicilia nell'immaginario del turista equivale al mare e al sole. Sicuramente Palazzolo ha dei margini di crescita come dimostra l'aumento considerevole di presenze di quest'anno. Non abbiamo un turismo di massa ma puntiamo a un turismo culturale grazie ad un patrimonio architettonico elevato». Altro handicap è la fruibilità di alcuni siti. La Madonna del Laurana, ad esempio, opera di indiscutibile valore e bellezza, è visitabile solo quando la chiesa che la ospita è aperta per le funzioni religiose. Un tesoro nascosto, dunque, come molti altri. «Uno dei problemi maggiori - continua il primo cittadino di Palazzolo - è proprio la fruibilità delle chiese in alcune fasce orarie. Abbiamo già avuto un incontro con i parroci e torneremo aridiscuterne subito dopo le feste natalizie». Da anni, inoltre, si attende l'apertura del Museo archeologico che ospiterà la collezione "Judica". L'inaugurazione ufficiale, salvo imprevisti, dovrebbe avvenire a marzo. I santoni, esempio unico al mondo di culto alla dea Cibele, sono off limits. Il sito è interessato da un progetto esecutivo di valorizzazione, redatto dalla Soprintendenza di Siracusa e dichiarato ammissibile al finanziamento dal aervizio archeologico dell'assessorato regionale ai beni culturali per un importo di 2 milioni di euro. «Ma ad oggi - aggiunge Scibetta - non si è riusciti a far emettere il decreto di finanziamento. Tornerà fruibile, invece, tra venti giorni, dopo la fine dei lavori, l'area del Castello medievale». Si pensava all'Unesco come possibilità concreta di inserire Palazzolo in un circuito virtuoso capace di attrarre importanti flussi turistici. Ma l'iscrizione nella World heritage list dopo tanti anni è ancora un punto di partenza. «Un aiuto - conclude Scibetta - ad un turismo più stanziale potrebbe arrivare dal completamento dell'ostello dell'istituto Vaccaro. Un'offerta di posti a buon mercato può richiamare anche un turista che non ha grandi disponibilità economiche». Palazzolo come "capitale" degli Iblei potrebbe fare, dal punto di vista turistico, datraino anche per il resto della zona montana. E qui il viaggio si amplia e coinvolge altri tesori della zona montana. «Dal punto di vista artistico, architettonico, archeologico, paesaggistico e culturale - afferma il sindaco di Buscemi, Nellino Carbè - i nostri Comuni abbiano i requisiti perché il turismo possa divenire impresa intesa come sistema che porti economia ed occupazione. Fino ad adesso, purtroppo, si è assistito, soltanto, ad un turismo "mordi e fuggi". Per questo il sistema turismo è rimasto tra le grandi incompiute. I nostri comuni devono, finalmente, fare vero sistema e deve essere l' Unione dei Comuni a coordinare il tutto». A Buscemi, già conosciuto ed apprezzato per il museo etnoantropologico, qualcosa inizia a muoversi. «I servizi - continua Carbè - iniziano ad esserci. Sono presenti posti di ricezione e svago come gli agriturismi e sono in fase di ultimazione pure punti di ristoro. Bisogna puntare, inoltre, anche coordinando con gli altri paesi manifestazioni tipo le feste religiose che all'aspetto religioso uniscono anche quello folcloristico, ad attrarre i turisti in modo stanziale dalle nostre parti. Ai beni architettonici, paesaggistici, culturali possiamo e dobbiamo aggiungere anche la fortuna di avere un clima mite e salubre. Il nostro territorio può diventare, finalmente, il vero polmone della provincia». L'auspicio è che il turismo possa davvero partire coinvolgendo tutti i gioielli iblei: da Ferla a Cassaro, passando per Canicattini e Buscemi. Paolo Valvo 03112013
SICILIA - Iblei e il turismo che non c'è
Palazzolo, una cittadina nella zona montana della provincia aretusea, è considerata la "Perla" degli Iblei. Tuttavia, il turismo nella zona è limitato e non riesce a creare benefici economici e occupazionali. Il sindaco Carlo Scibetta propone di creare un tour turistico che includa tutti i siti della città e di incentivare i turisti a fermarsi più a lungo. Inoltre, si propone di recuperare i quartieri antichi del centro storico e di invertire la tendenza di impoverimento demografico. Scibetta anche menziona la possibilità di completare l'ostello dell'istituto Vaccaro, che potrebbe attrarre turisti con disponibilità economiche limitate.
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