Al palo anche l'accordo tra Comune e Soprintendenza «Avola è una Ferrari che si mette in moto a stento». È una città piena di risorse, ma poco valorizzate, quella descritta dai commercianti avolesi, stritolati dalla crisi economica e messi in ginocchio dal caro-tasse. La collocazione geografica favorevole, che la rende vicina, nello stesso tempo, al mare e alla montagna; l'architettura e le bellezze paesaggistiche non bastano per dare slancio ad una città che soffre la crisi ora più che mai. «Siamo in ginocchio - dicono alcuni commercianti del centro - con le tasse che ci stanno divorando e non ci diamo pace nel pensare che Avola ha tantissime risorse che potrebbe sfruttare per diventare meta dei turisti. In estate la città si è ravvivata, ma la stagione autunnale e invernale promette male. Il Comune non ha soldi e i turisti fra un po' non si vedranno neanche con il cannocchiale». «Non si può fare turismo solo a parole - spiega Peppino Corsico, presidente della Pro Loco - ed è evidente che l'Amministrazione da sola non può farcela. I nostri siti archeologici, i palazzi e atri beni architettonici sono gioielli di inestimabile valore e la Soprintendenza non può voltarsi dall'altra parte. Noi non abbiamo niente da invidiare a Noto o a Siracusa e i dati delle affluenze turistiche di questa estate ce lo dimostrano, ma ci vogliono politiche serie di valorizzazione dei nostri beni che il Comune può avviare solo con il supporto della Sovrintendenza e l'erogazione di finanziamenti». Mesi fa, il Comune e il Parco archeologico di Eloro siglarono una bozza di convenzione, durata giusto il tempo per effettuare una sola bonifica dei siti: i resti della Villa romana, il Dolmen e Avola Antica. La Villa romana da anni è negata ai visitatori, che devono accontentarsi di osservarla dalle inferriate esterne, sempre che l'area non sia totalmente ricoperta da erbacce. Un nodo, quello della fruizione, che si trascina da tempo, soprattutto per l'assenza di fondi. Stesso problema per l'area archeologica di Avola Antica, consegnata all'oblio. «Il Comune - spiega l'assessore al Turismo e ai Beni culturali Giuseppe Morale - nell'ambito delle sue competenze ha sempre tenuto pulitii siti. Però ci vuole la collaborazione della Sovrintendenza. Lancio un appello al nuovo sovrintendente di Siracusa e all'assessore regionale ai Beni culturali, Maria Rita Sgarlata, affinchè collaborino per continuare il percorso di valorizzazione previsto dalla bozza di convenzione, però, non è mai stata ratificata dalla Regione». L'assessore regionale Sgarlata ha subito risposto: «Siamo a disposizione per siglare la convenzione con Avola, così come abbiamo già fatto con altri Comuni». Intanto, è in corso il collaudo di Palazzo Modica, dove sorgerà un «museo della città» con l'obiettivo di promuovere l'immagine di Avola. Per arricchire il museo servirà, però, trasferire in città alcuni reperti trovati in territorio avolese, ma che al momento si trovano nei magazzini della Sovrintendenza. Per i commercianti, la valorizzazione del territorio è un tassello fondamentale per stimolare il turismo e mettere in moto l'economia. «Investire sul turismo - dice Paolo Guarino, titolare di un negozio del centro - è una strada obbligata. Però non aspettiamo necessariamente gli aiuti dall'alto. Ad esempio, il museo Palmento e frantoio Midolo è ancora visitabile solo su prenotazione, basterebbero due operatori per evitare questo inconveniente. È chiaro però che, se l'Iva e le tasse nazionali e comunali continuano ad aumentare, la situazione diventa irrecuperabile. Anche il turismo ne risente e molti di noi saremo costretti a chiudere bottega». Alla crisi reale si aggiunge - sostengono i commercianti - la crisi psicologica di chi potrebbe spendere, ma per paura non lo fa. Cenzina Salemi 03112013