COME le bambole di carta dagli abiti ritagliati, lo scalzo sant'Antonio di Antoniazzo Romano indossò i vestiti scuri e le scarpe di panno degli agostiniani. E divenne così san Nicola da Tolentino. Mentre santa Lucia, con un passaggio veloce al guardaroba pittorico, vestì i panni di santa Lucente. Ad eseguire quel cambio d'abito sul dipinto realizzato per Santa Maria del Popolo a Roma, e poi trasferito in una seconda chiesa per altri committenti (oggi è al Museo Civico di Montefalco), fu un componente di quella «turba di lavoranti» con la quale nel 1491 Antoniazzo si impegnava con gli Orsini per lavori al castello di Bracciano. Ed è inutile chiedersi dove inizi la mano del maestro e dove quella del figlio Marcantonio,o di un altro lavorante, per una affollata bottega tra le maggiori nella Roma di metà Quattrocento. Resta la grandezza del capostipite in quel suo sapersi aggiornare al naturalismoe alle volumetrie solide dell'umanesimo umbro e toscano. Senza rinunciare mai alla luce dei fondi d'oro della tradizione medievale e bizantina. Il percorso artistico di Antonio Aquili (143540-1508), detto Antoniazzo Romano, viene per la prima ricostruito nell'antologica Pictor Urbis che la Galleria nazionale d'arte antica di Palazzo Barberini dedica, per la cura di Anna Cavallaro e di Stefano Petrocchi, all'unico pittore romano nella Città eterna che nel Quattrocento si risollevava dalla depressione della cattività avignonese grazie all'arte di Benozzo Gozzoli, Perugino, Melozzo da Forlì, Piero della Francesca, solo per citare i forestieri suoi coetanei. Una mostra importante quella organizzata dalla Soprintendenza guidata da Daniela Porro che, con un budget molto contenuto, ha ottenuto tutti i prestiti necessari (dal Museo Poldi Pezzoli, dai Vaticani, da Capodimonte come dal Bargello; ma anche dalla collezione privata dell'oncologo Umberto Veronesi) per ricostruire la parabola stilistica del pittore che passò dalle delicatezze tardogotiche della Madonna del Latte di Rieti (1464) alla salda articolazione spaziale dell' Annunciazione (1500) di Santa Maria Sopra Minerva. Un artista aperto al Rinascimento, Antoniazzo. Ma legato alla tradizione seguendo il revival bizantineggiante della Chiesa d'Oriente trapiantata nella Roma papalina.
ROMA - Antoniazzo Romano Natura e fondi oro il revival bizantino del pictor Urbis
Antoniazzo Romano, un pittore romano, visse nel Quattrocento e si distinse per il suo stile che combinava il naturalismo e l'umanesimo. Il suo percorso artistico è stato ricostruito in un'antologica alla Galleria nazionale d'arte antica di Palazzo Barberini. La mostra, curata dalla Soprintendenza, ha ottenuto prestiti da musei e collezioni private per esporre le opere di Antoniazzo, tra cui la Madonna del Latte e l'Annunciazione. Il pittore è stato influenzato dal Rinascimento, ma ha anche mantenuto legami con la tradizione bizantina. La sua arte è stata caratterizzata da una grande attenzione alla luce e alle volumetrie.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo