LE figure del Compianto di Niccolò dell' Arca a breve sbarcheranno in America. Non quelle originali in terracotta, bellissime, fragilissime e impossibili da spostare, ma la versione virtuale delle stesse, creata da Barry X Ball, artista californiano già noto a Bologna, visto ad Art First, durante Arte Fiera 2010. Da cinque giorni lo scultore soggiorna in città, praticamente rinchiuso dentro la chiesa di Santa Maria della Vita, in un dialogo ravvicinato con l' opera quattrocentesca. La studia, l' analizza, e soprattutto ne scannerizza, con sofisticati programmi 3D, tutti gli elementi del gruppo. Preso un migliaio di scatti fotografici, darà vita, rielaborandoli al computer, ai modelli virtuali da cui poi si ricaveranno copie perfette del Compianto. Magari in onice bianco, come farà lui, che da anni presenta repliche di statue del passato: pezzi di Rinascimento o di Barocco in materiali inediti, dall' onice colorata al marmo nero alla calcite dorata. E anche in terracotta, se si volesse sostituire il Compianto, o ci fosse la malaugurata necessità di aggiustarlo. Poi, pure questo curioso progetto, appoggiato da Genus Bononiae, Soprintendenza alle Belle Arti e studio di restauro di Ottorino Nonfarmale, diverrà un modo per far conoscere in America e nel mondo uno dei capolavori che fan bella Bologna: Barry X Ball abita a New York ed espone in gallerie di Parigi e della California, e prepara per 2016 una monografica al Nasher Sculpture Center di Dallas. «Conosco il Compianto da anni - racconta -. Ne avevo venti e studiavo al Pomona College di Claremont in California, quando un mio professore ce lo fece conoscere, con molta passione ed emozione. La prima volta che lo vidi dal vero, cinque anni fa, pensai subito: è incredibile. Mi colpì lo straordinario panneggio. E poi la velocità con cui è lavorata la terracotta, un materiale tipicamente emiliano». Nonostante lo spazio angusto, Barry X Ball è riuscito a carpirne ogni centimetro quadrato, registrando ogni minima imperfezione o i danni causati dal tempo. A questa full immersion nell' opera seguirà il processo di rielaborazione. «Non so ancora quali figure potrò realizzare, perché l' operazioneè complessae costosa. Lavoro in uno studio di 2000 metri quadrati dove ho collocato macchine enormi, utilizzate solo da me e da Jeff Koons. Servono per una prima sgrossatura, poi con strumenti di precisione, come quelli di un dentista, procedo alla rifinitura manuale: per ogni figura, almeno cinquemila ore di lavoro. Sarà un miracolo esser pronti per il 2016».