Il «barocco» è chiuso per pranzo e ai turisti, che nel weekend di Ognissanti invadono Lecce, non resta che dedicarsi ai piaceri della tavola. Nel primo pomeriggio sono off limits tutti i monumenti della città che aspira a diventare Capitale europea della cultura 2019. Costi elevati per la sicurezza e il personale, pastoie burocratiche, scelte gestionali non sempre felici sacrificano la fruibilità dei tesori salentini sull'altare dei tempi morti. Del resto a Lecce, si sa, quella della controra è regola non scritta ma rispettata da secoli e per il salto nella modernità degli orari continuati la città non sembra essere pronta. Non lo sono le chiese, tutte chiuse dalle 12 alle 17 (e molte anche dopo), a parte il Duomo che allunga l'apertura mattutina fino alle 13, nelle quali la coincidenza degli orari di visita e di messa crea disagi sia ai turisti che ai fedeli. Non lo sono neppure i musei e i monumenti storici. Il Must, per esempio, nel monastero di Santa Chiara che da solo vale una visita, ha osservato orario continuato d'estate (quando la canicola rendeva impensabili le visite all'ora di pranzo) e ora chiude alle 13 per riaprire alle 15. Chi volesse saltare il pranzo e nutrirsi d'arte, è costretto a pazientare, e per avere un assaggio della personale di Marcello Reboani «Ladies for human rights» può cominciare dal ritratto di Malala Yousafzai in esposizione nella hall dell'hotel Risorgimento. Sbarrati anche gli ingressi del Castello Carlo V, che ospita in forma stabile il museo della cartapesta e attualmente «Il mondo di Tarshito » e «I lavori di Ercole Pignatelli », che riapre addirittura alle 16,30, e inesorabilmente chiuso per l'intero pomeriggio (e anche la domenica) il Museo dell'anfiteatro, in cui sono esposti i reperti ritrovati nella splendida struttura di epoca romana. Off limits all'ora di pranzo anche i negozi del centro, con eccezione fatta per le librerie e le attività dedite alla ristorazione. Complice il clima quasi estivo, tavolini di bar e ristoranti sono affollatissimi di turisti provenienti da altre regioni e anche dalla Puglia e a coloro che chiedono spiegazioni sul prolungato break nei due infopoint gestiti dal Comune la risposta fornita è sempre uguale: inutile affannarsi, le visite ai monumenti riprendono intorno alle 16 e solo se si è molto fortunati si trova qualche chiesa aperta nel pomeriggio a parte il Duomo e Santa Croce. Un problema annoso, quello degli orari di apertura, al quale il Comune spera di trovare soluzione dalla prossima primavera, come spiega l'assessore al Turismo, Luigi Coclite: «Gli orari di apertura delle chiese non sono una scelta dell'amministrazione ma della diocesi. Stiamo elaborando un progetto finalizzato ad ampliare le possibilità di visita di tutti i monumenti, compresi quelli religiosi e di proprietà di altri enti». La volontà di migliorare l'offerta c'è tutta, dunque, ma le novità a quanto pare sono ancora lontane dall'arrivare. Per cui anche nei prossimi mesi chi ha intenzione di visitare Lecce è bene che si informi preventivamente sugli orari di visita in chiese e musei e programmi, in ogni caso, una lunga pausa pranzo.