Parte il restauro e spunta l'antico San Giovanni C'è una storia che conoscono in molti e che vive di suggestioni e di ipotesi: riguarda il Bel San Giovanni e la sue vicende, quelle accadute prima che diventasse quel che è oggi, «un esempio di architettura vera», per usare le parole di Frank Lloyd Wright, poi ricoperto di bianco e di verde: marmo di Carrara e marmo di Prato. Ora che il Battistero sta per essere restaurato «entro un paio di mesi partirà un intervento conservativo che riguarderà l'intera struttura» ci anticipa l'architetto Francesco Gurrieri, vicepresidente dell'Opera del Duomo parte della sua storia la racconta lui stesso. Perché sotto allo strato di marmo, dal lato sud del Bel San Giovanni, (è l'unico dove manca la porta perché da questa parte sta l'abside ndr.), è venuta fuori la pietra con cui, si presume, sia stata costruita la struttura dell'opera probabilmente nell'XI secolo. «Uno dei capitelli della scarsella (l'abside rettangolare ndr.) spiega Gurrieri per via della caduta della copertura marmorea ha restituito la pietra preesistente avvolarando la ricostruzione storica che, sosteneva appunto, la preesistenza di un battistero pietrigno. Lo stesso dicasi per le teste antropomorfe sottostanti quelle leonine agli angoli della scarsella». Da questo momento in poi, prima di dare l'avvio ai restauri, partirà una lunga indagine scientifica volta a capire l'origine di questa pietra, la sua datazione, e in definitiva la storia del Battistero. Storia, si sa, ricchissima di aneddoti e di teorie sulle sue complesse vicende. Quella più suggestiva voleva che prima dell'odierno San Giovanni (XI-XII secolo), prima di quello in pietra (XI secolo), prima di quello preesistente paleocristiano (V-X secolo), in quello stesso identico posto sorgesse un antico tempio dedicato al dio Marte. «Un'ipotesi che ha sedotto tanti ma che non ha nessuna controprova, anche se a farla sua, fu lo stesso Vasari» spiega Gurrieri mentre sfoglia con noi, nel suo studio in via Maggio, le immagini che controprovano quanto ci sta raccontando. Vasari, si diceva, e la sua idea del tempietto di Marte. «L'artista prosegue come tutti i suoi contemporanei era spesso ispirato dall'abbate Vincenzo Borghini, religioso suo coevo, coltissimo in iconologia e iconografia, (era lui che dettava agli artisti i soggetti e le loro rappresentazioni simboliche ndr.). Ebbene l'abbate era tanto convinto della preesistenza del tempietto di epoca romana da convincere della sua idea lo stesso Vasari. Il quale in uno dei pannelli del tetto del Salone dei Cinquecento, quello che rappresenta la Fondazione di Florentia, raffigurò l'antica città con quel tempio di cui tanto si è detto». Una suggestione, molto probabilmente, che ha lasciato traccia nel piano nobile di Palazzo Vecchio e che sarà raccontata, alla fine del prossimo anno, insieme alla storia del Battistero di pietra, nel corso di una grosso congresso internazionale. Ma per allora il Bel San Giovanni, sarà già restaurato.
Firenze. Su quella pietra, la storia del vecchio Battistero
Il Battistero di San Giovanni a Firenze sta per essere restaurato e un intervento conservativo sarà eseguito sull'intera struttura. L'architetto Francesco Gurrieri, vicepresidente dell'Opera del Duomo, ha rivelato che sotto lo strato di marmo, dal lato sud del Bel San Giovanni, è stata trovata la pietra con cui si presume sia stata costruita la struttura dell'opera nel XI secolo. La pietra preesistente è stata avvolarata e la ricostruzione storica è stata sostituita. Prima di iniziare i restauri, partirà una lunga indagine scientifica per capire l'origine e la datazione della pietra.
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