Il sottosegretario: troppo invasiva. Zaccariotto: progetto bello, ma per la terraferma. Vettese «apre»: si può fare, ruota compresa VENEZIA L'«isola del divertimento» della Antonio Zamperla Spa non piace nemmeno al governo. Il sottosegretario dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Ilaria Borletti Buitoni, boccia il progetto per l'isola di San Biagio. «Non abbiamo bisogno di altri poli di attrazione che non siano parametrati sulla città - ha detto - questo progetto più che un polo culturale mi sembra un parco dei divertimenti. Trovo paradossale che, essendo Venezia già un polo di attrazione di per sé, si pensi di usare le isole e gli spazi che vanno riqualificati, in un modo così invasivo. Ci sono altre strade per la riqualificazione, tipo quelle messe in atto dalla Fondazione Cini». Il problema, insomma, è la tipologia del progetto. Anche se lo stesso presidente della Zamperla, ieri ha spiegato che «l'attenzione per l'aspetto "ludico" ha fatto sì che venisse trascurato lo spessore di questo progetto e ne ha messo in secondo piano i contenuti storici e naturalistici sviluppati e certificati da Ca' Foscari». Il «marchio» ricevuto in questi giorn viene rispedito al mittente. «Non è né Disneyland né Gardaland: il primo ha una superfice di 57 ettari, il secondo di 35, San Biagio sarà di quattro. Un dato pratico che si commenta da solo», spiega Alberto Zamperla. «La proposta prevede una riqualificazione, un recupero e la messa in sicurezza di un sito che è squalificante per la città di Venezia», continua, pur «aprendo» a possibili modifiche, sia sullo skyline che sull'offerta. «Ho lavorato ovunque da New York a Mosca passando per la Cina - spiega - Ci scelgono anche perché sappiamo adattarci alle esigenze dei clienti». E' proprio l'investimento in un luogo così abbandonato uno dei principali motivi del fronte del sì. Anche perché il timore che serpeggia è che passi il messaggio «a Venezia non si può investire». Ed è per questo che, a fronte di un sindaco Giorgio Orsoni decisamente «tiepido», l'assessore alle attività culturali Angela Vettese appoggia il progetto. «Sono benvenuti in città i rapporti con i privati. Siamo di fronte ad una grande impresa di Vicenza che vuole dare un contributo a Venezia, perché negar loro questa possibilità? - dice Vettese - si può fare tutto, ruota panoramica compresa, ma non va trasformato in un parco a tema». L'assessore invoca il dialogo: «Penso che ci sia la possibilità di pensare insieme all'azienda le caratteristiche necessarie, finora i contatti sono stati blandi». Anche Luigi Giordani, capogruppo Psi in consiglio comunale, è della stessa idea: «Il progetto va rivisto e ridimensionato, ma non scartato - spiega - Serve una mediazione: quella è un'isola che va recuperata, è un'occasione per tutti». La zona al momento è abbandonata. Nel posto in cui sorgeva l'inceneritore anni fa sono state fatte delle bonifiche. Parziali però. «Stiamo facendo i carotaggi proprio per capire se i dati del 2009 sono confermati - dice Zamperla - mi prendo la responsabilità per quel luogo. Voglio sapere cosa c'è sotto». «Il recupero di un'isola non può che far piacere - aveva detto Claudio Scarpa direttore dell'Ava di Venezia - dipenderà ovviamente dalla qualità dell'opera. Se servirà a far capire di più Venezia l'apprezzeremo». Per qualcuno però il problema rimane. La presenza di un parco dei divertimenti a Venezia non sposa la città e i suoi problemi di flussi. «Venezia ha già il problema di gestire il turismo - dice Francesca Zaccariotto, presidente della Provincia di Venezia - ci sono già le grandi navi. Aggiungere un problema a quelli già in attesa di risposta è assurdo. Il progetto è molto bello, invece, per la terraferma». «Un intervento di questo tipo potrebbe contribuire alla riconversione di Porto Marghera, dove c'è uno stato di totale abbandono», dice Maurizio Franceschi di Confesercenti.
Venezia, S. Biagio. Borletti boccia l'isola luna park. La difesa: Non è Disneyland
Il sottosegretario dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Ilaria Borletti Buitoni, ha bocciato il progetto per l'isola di San Biagio a Venezia, considerandolo troppo invasivo e non parametrato sulla città. Il presidente della Zamperla Spa, Alberto Zamperla, ha spiegato che il progetto prevede una riqualificazione e un recupero dell'isola, ma ha ammesso di aver trascurato lo spessore storico e naturalistico del progetto. L'assessore alle attività culturali Angela Vettese ha appoggiato il progetto, ma ha invitato a rivisitare e ridimensionarlo.
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