Cinquemila euro a testa per salvare la società BUSTO ARSIZIO (Varese) Ci sono operai che salvano le aziende mettendosi in cooperativa, ma anche lettori che salvano librerie associandosi tra loro. Forse, per non smettere di sentire quel particolare odore di carta che arriva dai romanzi, mentre li sfogli per la prima volta. E' ciò che sta accadendo a Busto Arsizio, dove la storica libreria Boragno, aperta nel 1911 come cartolibreria e stamperia «Pianezza», è stata rilevata da una cordata di appassionati, i quali hanno accettato di sottoscrivere 5 mila euro a testa, per acquistare un ramo di azienda della vecchia attività. Hanno aderito persone di ogni genere: un industriale amante della lettura, uno studente che aveva dei soldi da parte, casalinghe, piccoli scrittori locali. Il progetto è frutto di un'idea di Francesca Boragno, 53 anni, che lo scorso 4 marzo, a causa dei costi troppo alti e della crisi del mercato, aveva dovuto abbassare la serranda, e chiedere la cassa integrazione per i 12 dipendenti. La Boragno era il motore culturale della città di Busto Arsizio, il luogo delle mostre, degli aperitivi con gli autori letterari, una sorta di salotto buono delle idee, a mezz'ora da Milano. Due giorni fa, davanti a un notaio, 26 soci la titolare «storica» e 25 lettori (coincidenza beneaugurante: lo stesso numero di quelli evocati dal Manzoni nel primo capitolo dei Promessi Sposi) hanno costituito la «Bustolibri.com srl». Francesca ha conferito altre quote a garanzia dell'operazione, che alla fine è costata 280mila euro. Tra una settimana la libreria potrebbe già riaprire. Entro la fine dell'anno, una campagna di adesioni potrebbe portare a 50 il numero complessivo dei sottoscrittori. Nel 2014 partirà invece un tesseramento per la creazione di un'associazione dei lettori della Boragno, una comunità culturale che faccia vivere gli spazi della libreria. «Ci siamo ispirati a un modello di crowdfounding osserva Francesca Boragno l'autofinanziamento di attività fatta direttamente dai consumatori. Ovviamente possiamo contare su una forte motivazione dei soci. Ma in questo modo anche parte dei dipendenti saranno riassunti. I vecchi creditori saranno invece garantiti da un concordato che abbiamo avviato con il tribunale e nel quale abbiamo dato delle garanzie». La vecchia libreria come è accaduto e sta accadendo a tante altre era stata sconfitta dal mercato, dalla crisi ma soprattutto da un modello organizzativo sorpassato: «Avevamo di fatto cinque diversi negozi e spazi enormi, a un certo punto i costi hanno cominciato a superare i ricavi nel 2008 spiega la titolare. Lo scorso anno è sfumata per un soffio la vendita a una grande catena. A maggio abbiamo avviato il concordato in bianco con il tribunale. Poi mi è venuta questa idea, che è stata accolta con entusiasmo». Rimane una domanda: perché i lettori hanno aderito? «Volevano salvare un luogo, un'atmosfera risponde Francesca Boragno. Ora questa è casa loro».
Busto Arsizio. La colletta dei lettori fa rinascere la libreria
La storica libreria Boragno di Busto Arsizio, aperta nel 1911, è stata rilevata da una cordata di appassionati che hanno accettato di sottoscrivere 5.000 euro a testa per acquistare un ramo di azienda della vecchia attività. La cordata, composta da 26 soci, tra cui la titolare storica Francesca Boragno, ha costituito la Bustolibri.com srl. La libreria era stata sconfitta dal mercato e dalla crisi, ma la cordata ha deciso di salvare il luogo e l'atmosfera. La libreria potrebbe già riaprire entro una settimana e la cordata sta lavorando per aumentare il numero di soci a 50 entro la fine dell'anno.
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