Credo che tutti i nostri lettori abbiano assistito sbigottiti alle esternazioni del professor Mario Monti che ha provato a fare la faccia feroce riuscendo solo a essere comico. Molti amici, nel 2011, mi criticarono ferocemente perché misi in guardia da quel tetro figuro che avrebbe non solo messo in ginocchio l'Italia lavoratrice, ma l'avrebbe schiacciata, favorendo solo la classe degli abbienti, come oggi la storia registra. Al peggio non c'è fine e, infatti, a completare l'opera montiana oggi c'è il governo nato a Palazzo Grazioli con l'assenso benevolo del Pd. Un esempio pratico che riguarda anche Genova e specialmente il Centro Storico è nell'approvazione della legge n. 112 (07-10-2013) che modifica il decreto legge n. 91 (08-08-2013) sulla «tutela, la valorizzazione e il rilancio (nientedimeno!!) dei beni e delle attività culturali e del turismo». Attenti alle date. In agosto il governo Letta vara un decreto che due mesi dopo modifica con una legge: pur di fare sembrare che fanno qualcosa, scrivono decreti e leggi a vanvera, tanto poi li modificano, e intanto il tempo scorre. Il decreto, ora legge, riguarda il «decoro» dei monumenti: «le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici e le soprintendenze, sentiti gli enti locali, adottano apposite determinazioni volte a vietare gli usi da ritenere non compatibili ». Possono scomparire i mercatini ambulanti di antiquariato di Palazzo Ducale, il mercatino di San Nicola, i mercatini delle pulci in via San Lorenzo (non fissi, ma sporadici), la stessa Fiera del libro in Galleria Mazzini nelle feste di Natale, quello di Sant'Agata, ecc. Posso capire che si debba regolare il movimento e impedire l'occupazione selvaggia e spesso deleteria a danno dei monumenti, ma attribuire questa responsabilità alle Soprintendenze, che ormai stanno esalando il respiro perché svuotate di contenuto e mezzi, è una scemenza che recherà ancora più danno non solo all'arte, ma anche all'economia. Molte persone si spostano e prendono contatto con le bellezze monumentali perché attirate dalla visita ai mercatini sia rionali e da quelli occasionali, che, di tanto in tanto, portano vita e decoro alla nostra città, movimentando persone, interessi, scambi, mercato. Il governo si preoccupa del «decoro» dei monumenti, ma resta impassibile di fronte allo scempio indecoroso delle istituzioni, corrotte non dai mercatini ma dalle presenze e anche dalle assenze di figuri che deturpano in modo violento l'essenza stessa dello Stato e della Democrazia, ridotti ormai ad un fantasma. Il governo vara una legge contro i mercatini, ma non fa nulla per obbligare i parlamentari a guadagnarsi la montagna di denaro che rubano, presenziando almeno alle sedute pubbliche: dall'inizio della legislatura, su 158 sedute (alla fine di agosto), Berlusconi, Ghedini e Mariarosaria Rossi (badante di Berlusconi) hanno totalizzato assenze per 99,81: sono stati presenti solo per la fiducia a Letta; eppure lo stipendio complessivo di circa 20 mila euro lo prendono tutti i mesi (fonte: «Openpolis, osservatorio civico che fotografa le attività dei parlamentari a Montecitorio e Palazzo Madama). Durante la seconda fiducia a Letta, il governo ha assistito impassibile alle dichiarazioni di voto di Cettolaqualunque che votava a favore, ancora fresco di condanna in terzo grado per evasione fiscale a fini di corruzione del mercato, della giustizia e delle Istituzioni. Un condannato e interdetto dai pubblici uffici pontifica in Senato e vota la fiducia al governo senza che alcuno provi un moto di disgusto e d'indignazione. Vorrei sapere chi offende «il decoro» delle nostre città: i venditori ambulanti che danno vita e umanità ai monumenti e alle piazze, o chi siede in Parlamento accanto a delinquenti condannati in via definitiva, ma in procinto di essere salvati?