La valorizzazione della città passa dalla nuova fruizione dei beni culturali. Ne sono convinti i soci del Rotary club che hanno discusso di gestione e proposte di promozione del territorio. Non v'è dubbio che nei momenti di crisi come quelli che viviamo si fanno più evidenti i problemi di fondo che assillano i singoli, le famiglie, i gruppi sociali, le comunità. Ne deriva che si analizzano incessantemente le possibilità di sviluppo in rapporto a risorse non adeguatamente utilizzate o colpevolmente ignorate a danno di un progresso omogeneo e costante. Il Rotary Siracusa Ortigia presieduto da Gabriella Troia ha voluto aprire una discussione su questa problematica facendo ricorso alle riflessioni di professionisti di provata esperienza tra cui Giuseppe Voza, Francesco Pappalardo, Marco Valenti e Andrea Corso, sul problema considerato "principe" di Siracusa in rapporto alle sue possibilità di sviluppo e, cioè quello che riguarda la valorizzazione e la proposta del suo patrimonio archeologico volutamente identificato in quello che se ne ritiene il cuore, per importanza e posizione nell'area urbana, e cioè, il parco archeologico della Neapolis. E' ampiamente noto come esso rappresenti in Europa il più esteso parco archeologico che esista nel tessuto di una città moderna. Fu istituito negli anni '50 del secolo passato quando, a fronte dell'espansione disordinata e aggressiva della città sulla terraferma, nei quartieri di Acradina e Neapolis, Luigi Bernabò Brea riuscì, con l'espropriazione di circa 25 ettari del suolo urbano, a riunire in un'unica unità ambientale i grandi monumenti della Neapolis: il Teatro greco, l'Ara di Ierone II, l'Anfiteatro romano, le grandi Latomie salvandoli così dall'aggressione dell'edilizia. Non si riuscì, però, a porre rimedio a quella che è stata definita la "crisi irrisolta" dell'espansione della città sulla terraferma, dovuta principalmente alla dispersione polidirezionale della sua organizzazione alla radice del suo collegamento con Ortigia. La cosa provocò un generale disorientamento urbanistico e l'assenza di una soluzione nel "trattamento" dell'area dei grandi monumenti della Neapolis. La conseguenza più negativa per quest'ultima è rappresentata dal fatto che il parco archeologico non risultò assolutamente coordinato col moderno tessuto urbanistico con il quale, praticamente, non ha mai convissuto rappresentando semplicemente un'area recintata, una sorta di "orto dei monumenti". La necessità di porre rimedio a questa condizione è stata sempre viva e avvertita da intellettuali e non solo. Questa la problematica affrontata e discussa con la presentazione di progetti aventi per scopo quello di risolvere qualcuno dei problemi cui si è accennato. Si sono proposti nuovi percorsi e funzioni relativi non solo alla visibilità e alla fruizione ampliata del patrimonio archeologico, ma rappresentanti anche dei chiari segni di "rottura" dell'accerchiamento edilizio del parco a favore dell'apertura e dell'integrazione fra esso e la città, con lo scopo ultimo di far intendere meglio, al cittadino come al turista, l'"essere" del segno archeologico così sostanziale nel divenire urbano di Siracusa. Ma tutto questo come? ISi è proposto di ripristinare un vecchio, esaltante percorso interno al parco che dall'Orecchio di Dionigi percorre il fondo delle grandi latomie fino alla tomba di Archimede. La proposta progettuale prevede che a far da spalla a questo percorso sia un secondo percorso lungo il margine nord-occidentale del parco, dal Teatro greco, attraverso le necropoli sul margine delle latomie con possibilità assolutamente nuove di fruizione in un vasto scenario dell'area urbana antica e moderna. A questo percorso è stato proposto di affiancare una pista ciclabile che continua lungo il parco fino al viale Paolo Orsi, come ha spiegato anche Cettina Voza, docente ed esperta di beni culturali. Rispondenti a piena funzionalità per nuove possibilità di visita sono il collegamento progettato fra il parco e la zona archeologica presso piazza Adda, sottopassando al viale Paolo Orsi, quello che si svolge lungo il tratto finale degli antichi acquedotti del Ninfeo e Galermi, e ancora quelli che intendono rendere più agevole e diretto il raggiungimento, partendo dal parco, del Santuario della Madonna delle Lacrime, del Museo archeologico e delle Catacombe. Naturalmente è stata fatta una valutazione economica delle risorse da rendere disponibili per questa operazione e, in prospettiva, delle possibilità di ricaduta economica. L'assessore ai Beni culturali del Comune di Siracusa, Alessio Lo Giudice, ha condiviso le proposte avanzate rilevando che esse ben si inquadrano come primi segmenti di interventi nel vasto e complessivo piano di sviluppo incentrato proprio sul tema beni culturali e ambientali di cui l'Amministrazione comunale si farà carico. i. d. b. 25102013
SICILIA - La valorizzazione della città passa dalla nuova fruizione dei beni culturali
Il Rotary Siracusa Ortigia ha discusso sulla valorizzazione della città e sulla gestione del patrimonio archeologico. I soci hanno proposto progetti per migliorare la fruizione del parco archeologico della Neapolis, considerato il più esteso in Europa. Il parco è stato istituito negli anni '50 e comprende grandi monumenti come il Teatro greco, l'Ara di Ierone II e l'Anfiteatro romano. Tuttavia, la sua espansione sulla terraferma non è stata coordinata con il tessuto urbano, causando un disorientamento urbanistico.
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