L'arch. Biondo, nuovo direttore: «Non può essere entità distante dal territorio, deve interagire» «Trapani, per esempio, non ha un museo civico dove si possa leggere la sua storia. La prosecuzione del lavoro avviato con la nascita di un'area archeologica, è una strada da percorrere» La rotazione dei dirigenti ai beni culturali, musei, parchi archeologici, Sovrintendenze, desta sempre molta curiosità perchè è ben noto come la gestione di un patrimonio così imponente come quello che la Sicilia possiede, e la provincia di Trapani è tra le prime, necessiti non soltanto di supporti economici ma anche di organizzazione e capacità gestionali. Così non è sempre stato e per disparati motivi, e anche la provincia, che possiede, per esempio, il più grande parco archeologico d'Europa, a Selinunte, si è trovata imbrigliata molto spesso in una politica sorda e poco lungimirante. Alle nomine, dei sovrintendenti in particolare, si è spesso dato un valore politico e i risultati in tali casi sono stati sconfortanti. L'assessore regionale ai Beni culturali Mariarita Sgarlata ha dichiarato che (questa volta) «sono stati scelti i migliori», ma nulla di diverso forse avrebbe potuto dire. Pe la provincia di Trapani ha confermato la sovrintendente Paola Misuraca mentre ha attuato una rotazione di dirigenti negli altri servizi. Alla direzione Museo regionale Pepoli ha messo l'architetto trapanese Luigi Biondo (Valeria Li Vigni è andata a Palazzo Riso, a Palermo), al Parco di Segesta ha confermato Sergio Aguglia e al Parco archeologico di Selinunte ha spostato un agronomo, Giovanni Leto Barone mentre al Baglio Anselmi di Marsala ha confermato Maria Luisa Famà. Nuovi vertici che avranno il delicatissimo compito di far "funzionare" un patrimonio culturale che significa economia e turismo, barcamenandosi tra i pochi finanziamenti e la carenza di personale. Al Museo regionale A. Pepoli la nomina dell'arch. Luigi Biondo, 53 anni, il più giovane direttore di servizio della Sicilia ha una duplice significato: nella storia del Museo, è il primo direttore trapanese (intendendo maggiori conoscenze territoriali e maggiore presenza) ed è un tecnico. Due qualità che potrebbero giovare molto al Pepoli. Le prime idee dell'arch. Biondo, che ancora non si è insediato, vanno in una direzione: «Il Pepoli non può essere visto come un'entità distante dal territorio, deve interagire con esso e in diverse direzioni. Credo sia la priorità. Trapani, per esempio, non ha un museo civico dove possa leggersi la sua storia che è ricchissima. In secondo luogo, credo che la prosecuzione del lavoro avviato con la nascita di un'area archeologica sia un'altra strada da percorrere». Ma sull'esposizione della nave punica di Marausa, Biondo ha qualche perplessità: «Va valutato, ci vogliono spazi adeguati per ospitare una nave di 18 metri e non so se il Museo li possiede, ma d'altro canto non possiamo dimenticare che il Conte Agostino Pepoli fu anche un fine archeologo». Sulla figura del Conte, l'arch. Biondo è molto ben documentato: dirige i lavori della Torretta Pepoli a Erice e immagina «un percorso che dalla Torretta arrivi alle torri del Balio, dimora del Conte e finisca al Museo. Nella torretta (i cui lavori saranno completati a febbraio, ndr) si attraverseranno alcune stanze dove vi saranno installazioni video sul tema della pace che racconteranno Erice per giungere in una stanza-pensatoio da dove autorevoli persone (capi di Stato per esempio) potranno mandare da un computer messaggi di pace». Tornando a Pepoli, per il quale ritiene indispensabile attivare l'intervento di sponsor privati, Biondo pensa anche a realizzare una «filiera dei piccoli Musei che interagiscano tra loro coinvolgendo Buseto, Custonaci, Paceco e che raccontino la storia del territorio». Intanto però, dovrà iniziare dalle infiltrazioni d'acqua insinuatesi in alcune stanze: «L'ultimo finanziamento per il restauro di due milioni è al 2006 - conclude - Per la manutenzione arrivano solo briciole». 26102013