Beatrice Basile è una pasionariadei beni culturali. Un'archeologa di vecchio stampo ma proiettata nel futuro tanto da aver avviato, per la prima volta, la rivoluzione informatica al museo "Paolo Orsi" di cui è stata direttrice fino a ieri, quando ha detto ufficialmente «sì» alla proposta di diventare la nuova soprintendente della provincia. Un ritorno per l'archeologa che ha lavorato a Siracusa dal 1999 al 2001 come direttrice del servizio archeologico. Soprintendente di Ragusa prima e, ancora, di Enna, Beatrice Basile è stata direttrice del museo Orsi per tre anni, incarico che lascerà adesso alla storica dell'arte Gioconda Lamagna. Dopo due architetti torna un archeologo alla guida della Soprintendenza aretusea. Come affronterà questa nuova sfida? «Con grande entusiasmo, certo. Ma anche con molto dispiacere perché lascio la direzione di un museo per il quale ho lavorato con grande passione e che amo molto. Sono comunque lieta del nuovo incarico. Si tratta di una sfida, è vero, che affronterò con la consueta voglia di lavorare bene, conscia delle difficoltà e delle responsabilità legate a questo ruolo». Lascerà il museo "Paolo Orsi" alla vigilia di un appuntamento importante che è il primo restyling dopo 30 anni. Perché ritiene fondamentale quest'intervento che costringe il museo a chiudere per molti mesi? «Perché il museo Orsi possiede tesori di incommensurabile valore e bellezza. Un patrimonio unico che, purtroppo, non è mai stato davvero ben sfruttato in termini di fruizione e dunque anche di ritorno economico e d'immagine. Il museo, come i beni culturali dell'intero comprensorio e non solo, sono potenzialità inespresse. Per questo ho voluto con forza avviare un'operazione mai fatta prima e volta a modernizzare il museo archeologico "Paolo Orsi" non solo all'insegna della sicurezza ma proprio per garantire una fruizione diversa, innovativa». Quali saranno le priorità della nuova Soprintendenza? «Innanzitutto capire quali siano le problematiche da risolvere, ho bisogno di un periodo di studio per conoscere le varie tematiche e le difficoltà da affrontare, solo quando avrò chiaro il quadro generale delle attività potrò meglio capire in quale direzione muovermi. Certamente sarà per me un piacere occuparmi dell'intera provincia specie alla luce della nuova definizione dei Parchi che non saranno soppressi ma cambieranno assetto, anzi torneranno a essere le strutture per le quali sono stati istituti dalla legge secondo un percorso di coerenza. Una priorità della Soprintendenza sarà poi quella dei fondi: il mio impegno sarà senza dubbio rivolto a non perdere il treno dei fondi per la programmazione 2017-2020 che rappresentano un'opportunità fondamentale per il nostro patrimonio». Lei ha sempre lottato per difendere il patrimonio e il ruolo istituzionale della Soprintendenza. Un ruolo che diventa fondamentale per una città che vive pochi metri sopra una stratificazione millenaria. «E' così. La maggiorparte della gente individua la Soprintendenza come un ente capace solo di dire "no" a progetti e sviluppo. Invece questa dev'essere a servizio del territorio tutto, a difesa di un patrimonio che deve innanzitutto essere conosciuto e quindi fruibile a tutti nella maniera più corretta. La Soprintendenza deve essere un ente di difesa intelligente dei beni culturali, capace di potenziarne l'identità e la centralità senza ingessare la crescita cittadina. Un ente strettamente legato alla vita della città e dunque ai suoi interessi, alle aspettative legittime che non sempre è facile conciliare con la salvaguardia di un patrimonio tanto vasto e delicato. Io cercherò di lavorare a tutto questo, e di farlo con coscienza facendo appello alle competenze, alla responsabilità e all'impegno di tutti». 26102013