È UNA corsa contro il tempo quella che si sta consumando nello studio parmense dell' architetto Guido Canali, il progettista che ha curato il nuovo allestimento del Museo del Duomo, inaugurazione prevista per il 4 novembre. Una ristrutturazione profonda che ha fatto cambiare faccia al vecchio museo - inaugurato nel 1953 e chiuso dal 2005 - voluta per valorizzare il materiale legato alla storia della cattedrale. Nel nuovo progetto l' ingresso torna nell' androne principale di Palazzo Reale, messo a disposizione dal Comune di Milano, proprietario anche degli spazi espositivi. Saranno 2mila metri quadri di spazi, articolati in ventisette sale, con un percorso scenografico, mozzafiato, quasi un labirinto, con alcune stanze completamente oscurate per dar modo ai visitatori di ammirare le antiche vetrate illuminate da dietro. NEL nuovo museo che sarà inaugurato il 4 novembre, racconta chi l' ha visitato, ci saranno statue e decorazioni tolte dal tetto e fatte rivivere attraverso l' esposizione su supporti metallici, che permetteranno di vedere da vicino ciò che prima si poteva sbirciare nel cielo, da lontano. L' architetto Guido Canali - uno dei più importanti progettisti contemporanei italiani - ha ridisegnato tutta l' esposizione, mettendo al centro il Tesoro del Duomo, cioè gli antichi capolavori di arte pittorica, ma anche gli arredi sacri, gli ori intarsiati di pietre preziose, destinati agli altari. Tredici le aree tematiche, che nel nuovo allestimento saranno connesse da una rete digitale che permetterà una fruizione multimediale, come avviene nei grandi musei moderni. Una via tecnologica per scoprire una ricchezza artistica il cui inizio si perde nella notte dei secoli e arriva alla contemporaneità. Opere scultoree, pitture, vetrate, arazzi e modelli architettonici, dal XV secolo ad oggi. Le aree tematiche partono dalle origini del cantiere e della prima guglia, per illustrare la Fabbrica-laboratorio dall' epoca viscontea, l' arte della vetrata, il Duomo dei Borromeo, gli arazzi dei Gonzaga, la Galleria di Camposanto, i modelli e la scultura in Duomo - con un plastico lungo 6 metri - le porte bronzee. All' interno del museo c' è anche il nuovo archivio della Veneranda Fabbrica, custodisce il complesso documentario relativo alla costruzione della cattedrale di Milano e gli atti riguardanti enti o persone entrate in contatto con la Fabbrica del Duomo nel corso dei suoi oltre sei secoli di storia, dal 1387 ad oggi: una preziosissima lente attraverso cui leggere la storia del territorio. L' esigenza di una conservazione accurata e razionale della documentazione è un impegno che la Veneranda Fabbrica ha avuto fin dall' inizio, tanto che la prima sistemazione organica dell' archivio si deve al notaio Giuseppe Maria Tarantola, che dal 1742 al 1748 registrò in diciassette ponderosi tomi le carte. L' ultima completa riorganizzazione dell' archivio fu infine realizzata da Angelo Ciceri a partire dalla fine degli anni ' 40, ed è mantenuta ancora oggi. Sei le sei sezioni principali, partendo dai documenti conservati fin dalla costruzione, con atti unici che raccontano nella storia quali sono stati i rapporti con le autorità. Una lunga contesa che racconta la battaglia per avere aiuti economici, esenzioni nei dazi, attivi e passivi derivati da testamenti, donazioni ed eredità.