C' È UNA cosa, nella vita quotidiana di questa città, che non cessa mai di stupirmi, ma anche, evidentemente, di confortarmi, rappresentata dalla sua continua, incoercibile diuturna esplosione di vitalità e creatività culturale e artistica. A onta di tutto, ben veroe comeè pur obbligatorio considerare: le condizioni problematiche, per non dire avverse, in cui si svolge la sua esistenza ogni santo giorno, l' estrema difficoltà in cui si dibatte tanta parte della nostra comunità. Eppure, per un verso, l' armatura civile, sempre in campo culturale in senso lato, è davvero impressionante: cinque università e diverse centinaia di scuole; decine e decine di biblioteche, archivi, musei; un plotone assai numeroso di istituzioni scientifiche e, appunto, culturali, di alto livello, a partire dai sette grandi istituti di riconosciuto interesse regionale, per la più parte insediati in Napoli). Tutto bello e tutto risaputo, si dirà; e comunque c' è davvero e costituisce la "nervatura" di base: teniamocela cara e al meglio possibile conservata e difesa. E non ho ancora detto dei teatri (a cominciare dal San Carlo, ovviamente) anch' essi attivi, e in numero non esiguo, come delle gallerie, librerie, mostre, luoghi della e per la musica. È evidente, peraltro, anche in questo caso la compresenza di ombre e luci, dalla penuria di risorse allo svantaggio di molti fattori "ambientali". Al tempo stesso, e per altro verso, come si fa a non vedere qualcosa d' altro, e mi riferisco alle centinaia di associazioni e circoli, a vario livello e di diverso peso e consistenza, che nel loro insieme sono un motore formidabile di animazione e mobilitazione sociale, civile e culturale sul territorio, dal valore incommensurabile, soprattutto quando operano in aree difficili della città e vivono autofinanziandosi. Ne ho conosciute, frequentate e personalmente costituite nel tempo, sostenendole anche con mezzi assolutamente propri. È soprattutto grazie a tale tipo di aggregazioni, molecolare, spesso fluido e trasmutante, per necessità o vocazione, se Napoli resiste ancora, se ha deciso di proseguire nella sfida, senza fine, con se stessa. Ci vuole passione, coraggio, pazienza per esistere e per resistere, e i napoletani - nel loro pure peculiare amoreodio per la propria città - evidentemente ne sono forniti. Si deve ancora, al sistema formativo e alla rete culturale "informale", qualcosa di assai importante e decisivo: la sollecitazione, per tutti, a divenire "cittadini militanti", a superare la casualità della nascita napoletana e ad acquisire coscienza di vivere nella più bella e più complicata città del mondo. Voglio aggiungere, per chiudere, che alcune istituzioni, di quelle cui mi sto riferendo, e penso a esempi diversi come Città della Scienza, l' Istituto di studi filosofici, lo stesso istituto che curo io stesso da oltre trent' anni, e altre, naturalmente, hanno e svolgono un compito in più. Esse sono come dei punti di incrocio, raccordo, intersezione tra i vari campi di cui ho detto in principio, tra ricerca, cultura "alta", divulgazione civile, servizio al pubblico, promotori e diffusori di sapere partecipato, segnalatori di valori che hanno caratura addirittura costituzionale (non ultimo, l' antifascismo), e intrecciano parecchi diritti fondamentali, della persona singola e della collettività. In molti casi, e ancora torna il pensiero sull' Istituto di via Monte di Dio (e al suo strenuo, mai domo fondatore e animatore), da queste istituzioni (o associazioni, o fondazioni) sono partite e ancora partono iniziative benemerite di apertura e diffusione di temi "alti" in luoghi, sedi e occasioni, ritenuti marginali, dalla periferia urbana a tanti Comuni magari geograficamente distanti e appartati, dove più è avvertita la necessità di superare certe angustie ma c' è anche, spesso, maggiore desiderio e più articolata disponibilità e propensione all' incontro, alla relazione, allo scambio, umano, civile, culturale. Insomma, quando si dice un patrimonio, incommensurabile, autentica riserva di civiltà, a cui dobbiamo sentirci legati e impegnati nella sua valorizzazione assoluta, senza se e senza ma, non rassegnandoci a nessun tipo di vincolo burocratico o economico, nella consapevolezza che si tratta di qualcosa che vale quanto l' aria che respiriamo o il cibo di cui ci nutriamo; è l' alimento principe dei nostri cuori e delle nostre menti. Al governo cittadino e a quello nazionale, l' onere ineludibile di collaborare, sulla scia di qualche timido spiraglio che sembra essersi aperto, perché esso non sia umiliato o disperso; diversamente, non glielo si potrebbe perdonare. L' autore è presidente dell' Istituto campano per la storia della Resistenza "Vera Lombardi"
NAPOLI - La città resiste grazie alla cultura
Napoli è una città che continua a stupire con la sua vitalità e creatività culturale e artistica, nonostante le condizioni problematiche in cui si svolge la sua vita quotidiana. La città è ricca di istituzioni culturali e scientifiche, come università, biblioteche, musei e teatri, che offrono un'ampia gamma di opportunità per la cultura e la formazione. Tuttavia, la città anche affronta sfide come la penuria di risorse e lo svantaggio di molti fattori "ambientali". Le associazioni e circoli culturali sono un motore formidabile di animazione e mobilitazione sociale, civile e culturale, e sono fondamentali per la valorizzazione del patrimonio culturale della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo