SEI nuovi itinerari che attraverso i borghi di Pero, Le Case, Vinci fino al punto panoramico della Focetta ripercorrono i sentieri seguiti dalle SS per salire al paese di Sant'Anna. Una "saletta del ricordo" al buio, dove gli unici squarci di luce sono gli oltre 500 nomi delle vittime trucidate nel 1944. Sono queste alcune delle novità offerte dal Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema e dal Museo della Resistenza in vista del settantesimo anniversario di una delle più sanguinose stragi nazifasciste. La Regione Toscana, insieme all'Unione dei Comuni della Versilia, vede realizzato un progetto di potenziamento e arricchimento, che ha come scopo principale quello di consegnare alle nuove generazioni uno dei luoghi simbolo della memoria. I sei "sentieri di Pace", ovvero le antiche mulattiere rese di nuovo agibili, si snodano come anelli intorno al paese. Hanno durata diversa e ciascuno è segnato da cartelli bilingue, trenta in tutto, che spiegano cosa è accaduto in quel preciso punto. Fuori e dentro, il ricordo passa dalle strade e continua nelle stanze del museo, arricchito di contenuti multimediali adatti a coinvolgere anche le nuove generazioni. Ai trenta filmati già presenti se ne aggiungono nove inediti realizzati grazie alle preziose testimonianze dei superstiti. In più, una nuova teca conserva gli oggetti ritrovati e sopravvissuti al rogo. Un software interattivo con 6 sezioni tematiche e 25 sottosezioni consente agli utenti di navigare su una mappa del territorio ricostruendo, borgo per borgo, ciò che accadde quel giorno maledetto. A conclusione del percorso museale e a completamento del viaggio è stata allestita una saletta del ricordo. Un luogo di riflessione, una sorta di cupola scura all'interno della qualei nomi delle vittime scorrono in video e vengono citati uno per uno. Spari, grida, luci, nessuna fotografia commemorativa. La sala diventa una preghiera in nome delle vittime di Sant'Anna e di tutte le vittime delle stragi nazifasciste e non può che evocare lo Yad Vashem, il più grande museo dedicato al ricordo dell'Olocausto. Anche a Gerusalemme una voce all'interno di una stanza buia legge senza interruzione i nomi dei bambini morti durante le persecuzioni. L'immagine della memoria non è violenta, passa attraverso flebili candeline.