«È con grande amarezza che dobbiamo constatare che la firma di un accordo quadro e la ferma convinzione dì assolvere in toto quanto pattuito con il nostro interlocutore (...) non sono stati elementi abbastanza forti da consentire il buon esito della trattativa con la Casinò dì Venezia spa per l'acquisizione di Palazzo Grassi spa. Il fatto stesso che la smentita di voci di trattative parallele, dì giorno in giorno più consistenti, sia stata affidata a poche, succinte parole diffuse dall'ufficio stampa di Casinò di Venezia spa, senza che ci si premurasse di comunicarla personalmente, dati i cordiali rapporti intercorsi durante le trattative, ha creato non poche perplessità. In risposta alla richiesta di proseguire nelle trattative al punto in cui ci si era lasciati, in perfetta armonia, il 16 marzo, la Casinò di Venezia spa, rilevando improvvise divergenze, ha comunicato, il 24 marzo, di ritenersi lìbera dagli impegni assunti con l'accordo quadro del 18 febbraio 2005. Vorremmo solo ricordare che: l'acquisto relativo al 95 della Palazzo Grassi spa e non al 100 era stato limitalo a tale quota solo per aderire a un 'esigenza del Casinò; la Fondazione Terruzzi avrebbe legato tutti i suoi beni mobili a Venezia e a Palazzo Grassi che sarebbe rimasto anch 'esso imprescindibilmente legato alla città nella sua funzione culturale ed espositiva; che tali beni mobili hanno un comprovato ed elevatissimo valore artistico, che di certo arricchisce il tessuto museale della Città di Venezia valorizzandone il patrimonio, ma anche integrandone la qualità con opere di scuole e artisti non presenti nei musei e nelle chiese cittadine; si era data totale e piena disponibilità al restauro integrale del cosiddetto teatrino dì Palazzo Grassi senza nessun carico economico per la città, alla quale sarebbe stato espressamente destinato, sollecitando anche collaborazione con le sue forze istituzionali e culturali; si era disponibili a interventi di restauro, anche importanti, all'interno del palazzo stesso; occupando un unico piano con la collezione permanente non si sarebbe privata la città di uno spazio espositivo di prestigio, per poi acquisirne, a restauro terminato del "teatrino", uno ulteriore di ben più vaste proporzioni; la Fondazione Terruzzi sarebbe stata corredata annualmente di una dotazione tale da garantire l'acquisizione di beni artistici ulteriori, atti a integrare e accrescere il patrimonio artistico della città, con espressa richiesta di suggerimenti e collaborazione da parte delle sue forze culturali e delle sue istituzioni, allo scopo anche e soprattutto di riacquisire opere d'arte nate per la città e nel corso degli anni disperse nel mondo. Con grande rammarico ci troviamo costretti, allo stato dei rapporti, ad aderire alla risoluzione consensuale dell'accordo quadro del 18 febbraio 2005. Ben consci della correttezza nelle nostre richieste e del valore negoziale del suddetto accordo, non avremmo attualmente intenzione di adire a nessuna via legale e questo unicamente per il rispetto che portiamo a Venezia, alla quale con entusiasmo e passione avevamo proposto un 'offerta imperdìbile. Auspicando che altre trattative, già in corso o future, portino a questa città collezioni e proposte di altrettale e altrettanta validità, nella speranza che ogni altra scelta sia per essa la migliore, a migliori condizioni, perun migliore arricchimento, continueremo a seguire - meno personalmente coinvolti - l'evoluzione dei negoziati, ovviamente lieti di aver contribuito a creare un così vivace interesse per Palazzo Grassi e per la sua, ci auguriamo, storicamente prestigiosa, vita futura. Famiglia Terruzzi
Niente cause con la città, costretti a rompere lasciamo con amarezza
La Fondazione Terruzzi ha comunicato la sua delusione per la risoluzione consensuale dell'accordo quadro del 18 febbraio 2005 con la Casinò di Venezia spa, che ha deciso di ritenersi libera dagli impegni assunti. La Fondazione Terruzzi aveva proposto l'acquisto di Palazzo Grassi spa, ma la Casinò di Venezia spa ha comunicato di non voler proseguire con le trattative. La Fondazione Terruzzi aveva offerto di acquistare solo il 95% del palazzo e di donare il 5% alla città di Venezia, ma la Casinò di Venezia spa ha rifiutato. La Fondazione Terruzzi aveva anche offerto di restaurare il teatrino del palazzo e di donare la collezione permanente alla città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo