DUECENTOMILA euro per l'allestimento della mostra sul pittore rinascimentale Giovanni Bellini: è quanto serve alla Pinacoteca di Brera entro il 21 novembre. Così è partita la caccia allo sponsor, tramite un bando della Soprintendenza che offre alle aziende totem pubblicitari e biglietti d'ingresso gratuiti. Con un bando pubblicato dalla Soprintendenza, una delle istituzioni milanesi dell'arte chiede risorse ad aziende ed enti privati per riuscirea coprire tutte le spese dell'esposizione su Giovanni Bellini. Una richiesta del tutto inedita per la Pinacoteca, che si è ritrovata con una coperta corta di circa 200mila euro per riuscire a finanziare completamente la mostra sul pittore rinascimentale, in programma dal prossimo febbraio. L'occasione è il restauro della celebre Pietà dell'artista veneziano: per portare a Milano le opere di Bellini la Soprintendenza ha già ottenuto prestiti importanti dai Musei vaticani, dalla Galleria dell'accademia di Venezia, dal British museum e dalla National Gallery di Londra. «I fondi che abbiamo ricevuto non erano sufficienti e le spese aumentavano - spiega la direttrice, Sandrina Bandera - all'inizio abbiamo tagliato le opere che potevano apparire superflue. Ma quest'estate ci siamo resi conto che non potevamo fare altro che chiedere aiuto agli sponsor». Quarantamila euro l'offerta minima, da presentare entro il 21 di novembre. In cambio, fra i benefici per le aziende, un ritorno d'immagine, con il logo nel totem all'entrata del museo, sui manifesti, all'interno dei cataloghi, oltre alla concessione di biglietti d'ingresso gratuiti - dai 20 ai 100 - in proporzione all'entità dell'offerta fatta. Sono comunque ben accette, al di fuori del bando, anche offerte di minore entità da parte di singole persone, "che potranno essere investite nell'ulteriore valorizzazione della mostra", precisa l'avviso. «Se la cosa funziona non escludiamo di proseguire in futuro su questa strada - aggiunge Bandera - ogni mostra è un momento fondamentale che dà una grande boccata d'ossigeno dal punto di vista scientifico. Occorre trovare nuove strade»