Con Manlio Lilli abbiamo deciso di andare in giro per Roma a cercare i monumenti-fantasma della città, quelli dimenticati, invisibili, nascosti. Io con la mia videocamera, lui con la sua competenza di archeologo e la sua passione, abbiamo perlustrato il centro e la periferia: il risultato delle nostre ricerche è diventato una serie di video a metà tra il documentario e la denuncia. La quinta tappa è dedicata alla Domus Aurea, un capolavoro che non ha mai avuto pace. E' la ricca residenza di Nerone subito sepolta dopo la sua morte dai successivi imperatori. Era stata riaperta nel 1999 - con l'enfasi e l'entusiasmo dovuti - da Walter Veltroni, allora ministro dei Beni Culturali, e Francesco Rutelli, all'epoca sindaco di Roma. Sei anni dopo, nel 2005 era stata chiusa per le infiltrazioni d'acqua. Era stata riaperta nel gennaio 2006, quindi era stata di nuovo chiusa per precauzione nel dicembre 2008, su disposizione della sovrintendenza «per percolazioni lungo le pareti». Nel 2009 il sottosegretario Francesco Giro aveva annunciato un intervento di due anni, al termine dei quali sarebbe stato aperto un percorso di visita di 2.600 metri quadri. Prima che l'intervento potesse iniziare è arrivato il crollo di una parte del soffitto a rendere obbligatoria la chiusura del monumento. Ad essere crollata è una delle gallerie costruite da Traiano nel 104, quindi in seguito quando era già in corso l'interramento della Domus Aurea per costruirci sopra le Terme. Oggi la Domus Aurea è un cantiere chiuso al pubblico, dove di notte trovano riparo alcuni senzatetto. Della data di riapertura non si sa molto di preciso ma non avverrà prima dell'autunno del 2014.