Giocolieri, clown, mimi e trampolieri. Il sindaco: un pezzo di storia restituito alla città Dopo sei anni di chiusura, dalla fine del 2007, sembrava che per riaprire la chiesa dei Miracoli di corso Martiri della Libertà servisse, per l'appunto, un mezzo prodigio. Magari non grande come quelli che si diceva facesse, dall'anno del Signore 1484 in avanti, l'affresco della Vergine con Bambino dipinto su una casa del corso, per proteggere il quale il Comune fece costruire, nel 1488, una cappella che poi s'ingrandì in chiesa. Ma, insomma, un piccolo miracolo serviva, per spalancar di nuovo il portale dopo i lavori di messa in sicurezza e consolidamento strutturale (che, sia detto per inciso, avrebbero dovuto tener chiusa la chiesa per soli due anni: ma quello della dilatazione dei tempi è un miracolo che, in Italia, non stupisce più nessuno). IL RESTAURO - E, alla fine, il prodigio è arrivato. Da ultimo, dopo l'impegno di tre amministrazioni (Corsini, Paroli e Del Bono), sotto forma di un assegno da 5 mila euro che il Distretto Lions 108 Ib2 ha staccato a favore di Palazzo Loggia. Ripulitigli interni, consolidata qualche statua e ricollocati vari dipinti, la chiesa è pronta a mostrarsi di nuovo. Da parte sua, il Comune, ha deciso di fare le cose in grande per celebrare degnamente quello che per il sindaco Emilio Del Bono, il vice Laura Castelletti e l'assessore ai lavori pubblici Valter Muchetti è «la restituzione ai bresciani di un pezzo importante della loro storia e della loro città». Acrobati, giocolieri, cantastorie, truccabimbi, mimi, madonnari, musicisti. Sabato, dalle 16 alle 23, corso Martiri della Libertà diventerà «il corso dei miracoli». Niente auto, bar e negozi aperti fino a notte e tanto divertimento. L'EVENTO - Si comincerà con il taglio del nastro nella chiesa che, per la responsabile dei Musei civici di Brescia, Elena Lucchesi Ragni, «è, assieme a Piazza Loggia, il monumento più importante del Rinascimento bresciano e forse lombardo, che ricorda la Certosa di Pavia». Edificio straordinario non solo per la splendida facciata, nata proprio attorno all'affresco «miracoloso», ma anche «per la pulitissima pianta interna: un quadrato diviso in nove». Dopo la messa, fuori dalla chiesa, nel corso senz'auto, esploderà la festa. Tra i tanti eventi in calendario (il programma completo è su www.comune.brescia.it), da segnalare almeno lo spettacolo musical-teatrale «Cinque secoli di bellezza» (ore 19, angolo con corso Palestro), pensato proprio per celebrare la storia di Santa Maria dei Miracoli; il concerto del Joyful Gospel Choir (ore 21, nella chiesa dei Miracoli) e la mostra fotografica in vicolo delle Stelle, nella sede dell'Associazione artisti bresciani, con scatti precedenti e immediatamente successivi al bombardamento del 2 marzo 1945 che devastò l'interno della chiesa. Tra i più entusiasti della riapertura, don Gabriele Filippini, parroco di San Nazaro e Celso, al quale la chiesa, di proprietà del Comune, è affidata: «Non so quante lettere, messaggi e email ho ricevuto in questi anni non solo dai miei parrocchiani, ma da tutta Italia. Tutti a chiedermi quand'è che la chiesa, segnalata su tutte le guide, sarebbe stata riaperta». A dire il vero, l'edificio necessita ancora di restauri. «Stiamo stendendo un piano di intervento assieme alla Soprintendenza - annuncia Muchetti -. Una volta completato quello, potremo sapere quanti soldi saranno necessari per i lavori». Probabile che, per trovarli, servirà un altro miracolo. Ma di quelli grossi.