Bray firma la convenzione e il dicastero assume la custodia del monumento. Ai religiosi resta l'uso degli spazi per il culto NAPOLI Il complesso monumentale dei Girolamini di Napoli, scosso dalla vicenda dei libri rubati, passa dalla Confederazione dell'Oratorio di san Filippo Neri al Ministero dei Beni e attività culturali, mentre sembra in dirittura di arrivo l'acquisizione dal parte del Comune di Napoli del Teatro San Carlo. Procediamo con ordine, partendo dal dato certo. Il titolare del Mibac, Massimo Bray, ha firmato ieri la convenzione e ne ha dato notizia in una nota. «Il Ministero si legge assume la custodia e la gestione diretta dei beni mobili e immobili che costituiscono il monumento nazionale». Queste le conseguenze della decisione specificate nel documento. «Alla Confederazione (cioè ai religiosi, ndr) viene affidata la gestione autonoma dei beni e l'uso esclusivo degli spazi funzionali all'esercizio del culto e alla vita privata ed ecclesiastica, prevedendo, comunque, l'inserimento della chiesa nel circuito di valorizzazione museale del Complesso che farà parte del Polo museale di Napoli». Tra le ricadute pratiche lo spostamento in capo al Mibac del potere di nomina del conservatore del complesso e del direttore della biblioteca. Bray ha espresso grande soddisfazione per il raggiungimento dell'obiettivo e ha annunciato che oltre ai primi interventi, già attuati, di conservazione e restauro dell'immobile e di riordino del patrimonio librario, il Ministero è impegnato «nella più generale e ampia attività di progettazione e di ristrutturazione completa del monumento per una somma pari a circa 10 milioni di euro relativa a fondi europei Por e Poin» e che «a giorni partirà anche il bando pubblico per la bonifica dei volumi finanziata con fondi ministeriali». TEATRO - Ieri l'annuncio del sindaco de Magistris che presiede la Fondazione che gestisce il Massimo partenopeo. Premettendo che il teatro figura nella lista degli immobili che entro il 30 novembre passeranno al Comune, il primo cittadino ha annunciato che «procederemo alla patrimonializzazione e ricapitalizzazione del teatro». L'acquisizione del teatro da parte del Comune cancellerebbe l'anomalia dell'ente lirico napoletano, l'unico in tutta Italia a non poter inserire il valore della proprietà all'interno del proprio stato patrimoniale. Il sindaco ha anche riaffermato la propria contrarietà alle norme del decreto «Valore cultura» che impongono la contrazione del 35 per cento degli stipendi dei lavoratori del San Carlo attraverso la soppressione dell'integrativa al contratto di lavoro. «Il ministro Bray ha rivelato de Magistris ha difeso la legge, io l'ho fortemente criticata», aggiungendo, tuttavia che la volontà di arrivare a una soluzione «è comune». «Questa ha concluso il primo cittadino è una battaglia che deve essere vinta perché coniuga cultura e lavoro». Per compensare i tagli imposti dalla legge, varie ipotesi sono allo studio: pare che tra queste ci sia il ricorso allo straordinario. PROSPETTIVE - Pur rivelando di essere stato il primo ad avere chiesto «per iscritto alla sovrintendente Rosanna Purchia subito dopo l'ultima seduta del consiglio di amministrazione della Fondazione informazioni sulla patrimonializzazione dell'immobile», il vice-presidente del cda della Fondazione Maurizio Maddaloni non dà nulla per scontato. «Certamente osserva poter acquisire un immobile di enorme valore storico e artistico rappresenta un fatto positivo. Ma non si se questo ci porterà a risolvere i problemi di liquidità o ci aiuterà nella ristrutturazione del debito. Poi mi chiedo con quali risorse si assicurerà la manutenzione di un monumento del genere. Non sono interrogativi che mi pongo per dire di no. Ma perché certi argomenti vanno metabolizzati nelle sedi tecniche, qual è, appunto il cda. Sui tagli ai dipendenti d'accordo col sindaco. Anche se va ribadito che non si può rinunciare agli innegabili vantaggi offerte dal decreto».