Il libro di uno dei più profondi conoscitori di Giordano Bruno «Finalmente è stato pubblicato anche in Italia "L'utilità dell'inutile", libro necessario di Nuccio Ordine, uno dei più grandi conoscitori al mondo della filosofia di Giordano Bruno. Questo libro restituisce centralità a tutto ciò che non è... produttivo e utile, quindi ancor più necessario per la dignità. È una guida, in questa vita azzannata dalla crisi, dall'ansia d'efficienza, dai fallimenti». A consacrare il libro di Ordine sul web è stato ieri Roberto Saviano con un post sul suo seguitissimo sito. Del resto, il libro dello studioso, edito da Bompiani, è arrivato a tre edizioni in appena due settimane, confermando l'exploit francese dello scorso gennaio, in cui il pamphlet, pubblicato da Les Belles Lettres, aveva scalato le classifiche della saggistica collocandosi al diciassettesimo posto dei libri più venduti. Stasera Nuccio Ordine discuterà de L'utilità dell'inutile con Fabio Fazio nella seguitissima trasmissione di Raitre, «Che Tempo che Fa» (ore 20.10). Professore ordinario di Letteratura italiana nell'Università della Calabria e visiting professor nei più importanti atenei europei e nordamericani, Ordine ha firmato saggi che oggi sono ormai tradotti in dodici lingue, tra cui cinese, giapponese, russo e coreano. Professore, allora è pronto per l'incontro di questa sera con Fabio Fazio? «Si tratta di una preziosa occasione per difendere, davanti a un ampio e qualificato pubblico, quei saperi che le democrazie commerciali ritengono inutili perché non producono profitto. La letteratura, la filosofia, la musica, le arti oppure i musei, le biblioteche, gli archivi, gli scavi archeologici sono considerati un lusso non necessario perché non sono fonte di guadagno. Questa logica economicistica sta mettendo in serio pericolo la scuola, l'università e tutte quelle attività culturali che ci permettono di diventare migliori». Un intellettuale catalano, Jordi Jovett, su «El Pais», ha scritto che il suo libro «è uno schiaffo alla classe politica». «Non so se sia uno schiaffo. Ma certamente è un libro in cui si contesta la miopia di quei governi che a ogni taglio della spesa infliggono terribili decurtazioni ai già esigui bilanci delle scuole, delle università, della ricerca scientifica di base e della cultura in generale. Come si fa a non capire che uccidendo l'insegnamento, uccidendo quei saperi ritenuti inutili, si finisce per uccidere la speranza di costruire un'umanità più umana. Nessuna terribile crisi può giustificare la progressiva espropriazione della dignità umana a milioni di individui privati dei loro diritti elementari. Sopprimere posti di lavoro, ridurre i contributi per i disabili e gli ammalati gravi, affammare intere famiglie in nome della crisi è vergognoso. E tutto ciò avviene mentre nel nostro paese la corruzione costa circa 150 miliardi all'anno. Non sarebbe meglio impedire le rapine quotidiane ai danni dello Stato? Basterebbe recuperare la metà del costo della corruzione per dare linfa vitale al lavoro, alla sanità, all'istruzione, alla ricerca e alla cultura in generale». Il suo libro è ricco di citazioni tratte da grandi classici (da Platone a Calvino, da Aristotele a Foster Wallace, da Montaigne a Leopardi) in cui si ribadisce il pericolo di una concezione utilitaristica del sapere e della vita. «Ho annotato per un decennio in un quadernino una serie di citazioni che ho utilizzato all'inizio di ogni anno accademico per gli studenti del primo anno. Non si frequentano scuole e università per prendere voti e diplomi: si devono frequentare soprattutto per cercare di diventare migliori. Solo chi ama in maniera disinteressata il sapere può sperare di guardare sempre più in alto e potrà, un giorno, essere fiero di occupare un posto dignitoso nella società. Le scuole e le università non possono essere ridotte ad aziende, né gli studenti possono essere considerati come clienti. Il sapere è l'unica forma di resistenza alla barbarie dell'utilitarismo e del culto smoderato del profitto». La cultura e il sapere funzionano anche oggi come barriere alla cultura utilitaristica? «Ci sono due buone ragioni, tra le tante. Innanzitutto, con il dio denaro si può comprare ogni cosa: dai parlamentari ai giudici, dal potere al successo tutto ha un prezzo. Ma nessun assegno in bianco potrà permetterci di comprare il sapere. La conoscenza non si acquista, ma si conquista. E poi, la conoscenza è in grado, miracolosamente, di arricchire chi dona e chi riceve».
NAPOLI - Ordine: Ma chi l'ha detto che la cultura deve essere utile
Nuccio Ordine ha pubblicato il libro "L'utilità dell'inutile", che difende la dignità umana e la cultura contro la logica economicistica che considera tutto ciò che non è produttivo e utile come inutile. Il libro è stato un successo in Francia e in Italia, e Ordine sarà ospitato da Fabio Fazio nella trasmissione "Che Tempo che Fa". Ordine sostiene che la cultura e il sapere sono importanti per la dignità umana e che la loro soppressione può portare alla barbarie dell'utilitarismo. Il libro è ricco di citazioni di grandi classici e difende la nozione che il sapere non si acquista, ma si conquista.
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