Da anni la chiesa soffre degli effetti di scosse sismiche ripetute. Allarme piccioni: anche le statue sono ricoperte dal guano LUCCA. Le prime due arcate a sinistra della navata centrale sono puntellate da trentasei anni. Due pietre della seconda arcata sono uscite fuori sagoma: è l'effetto del terremoto che mise in ginocchio l'Emilia nel 2009. Nelle volte della parte sinistra del transetto, proprio davanti a "L'Assunta, San Francesco, Sant'Alessandro", una delle due tele del Guercino che impreziosiscono la chiesa di Santa Maria Forisportam, spunta una crepa vistosa: questa è più recente, la conseguenza delle scosse che sconvolsero Lunigiana e Garfagnanana e fecero tremare anche Lucca e la Piana il 25 gennaio di quest'anno. Povera chiesa di Santa Maria Forisportam - Santa Maria Bianca come amano chiamarla i lucchesi -: così maestosa e così rovinata, vittima del degrado del tempo e degli elementi ma anche della mancanza di fondi per restaurarla e riportarla all'antico splendore. Ormai non ci si può nemmeno celebrare messa. Almeno da quando la chiesa è diventata una voliera di piccioni. E gli uccelli, oltre a entrarci agevolmente dalle vetrate rotte e svolazzarci a loro piacere, hanno ricoperto di guano panche, altare, pavimenti, confessionali, acquasantiere e perfino la veste e il basamento della statua di Santa Gemma Galgani. Come se non bastasse, ci sono piastrelle rotte della pavimentazione, l'organo di legno sopra l'entrata che pare imbarcato (sembra sia scomparsa la scaletta per accedervi), ci sono i portoni laterali logorati e semidistrutti dal tempo. C'è anche un affresco, sotto il quadro dentro la prima arcata a destra della navata centrale, che grida aiuto: un affresco che potrebbe risalire al Quattrocento e sarebbe stato realizzato sopra un altro più vecchio di due secoli, che si intravede sempre più. Anche questo sarebbe da recuperare.