Grazie alla fusione con l'Istituto italiano di Scienze Umane, l'accademia napoleonica amplia lo spettro delle sue competenze: non solo Scienze e Lettere, ma anche Economia e Diritto Anche l'eccellenza ha un futuro. E durante l'inaugurazione del nuovo anno accademico la Scuola Normale Superiore alza il velo sulla sua magica sfera di cristallo. Che punta a nuovi orizzonti: un raddoppio di sede (non solo a Pisa ma adesso a Firenze dopo l'acquisizione-fusione dell'Istituto italiano di Scienze Umane), l'allargamento allo studio di nuove discipline, uno sguardo all'internalizzazione, una didattica ancor più orientata alla ricerca. SCIENZE POLITICHE, ECONOMIA, DIRITTO - «Il nostro perimetro d'azione si amplierà significativamente nei prossimi anni. annuncia il direttore Fabio Beltram Iniziamo da Firenze, dove abbiamo elaborato un progetto per la creazione di una nuova struttura, un terzo braccio operativo della Normale che permetterà di esportare il modello formativo al di fuori dal perimetro napoleonico delle Scienze e delle Lettere. E' una struttura per la formazione dottorale e post-dottorale (non avremo un corso ordinario a Firenze) che offre nuove opportunità per la formazione superiore ai giovani di talento in settori quali le scienze sociali e politiche, le scienze economiche, il diritto». E' solo l'inizio. E alla cerimonia (come sempre la data è il 18 ottobre, giorno della fondazione da parte di Napoleone) alla presenza di due ministri (dell'università Maria Chiara Carrozza e dei Beni Culturali, Massimo Bray) l'aria di novità è palpabile, la voglia di centrare nuove eccellenze pure. IN CIMA ALLE CLASSIFICHE - Enfasi? A dare un'occhiata ai ranking sulla ricerca, i brevetti e il valore della didattica non sembra proprio: la Normale svetta nella "top five" in molte classifiche mondiali e su alcune disciplina arriva al vertice assoluto. I meriti di queste performance sono sostanzialmente due. Al primo posto c'è la selezione. Gli studenti ospitati a Palazzo della Carovana, davanti alla straordinaria Piazza dei Cavalieri, sono i più bravi delle superiori e accedono all'ateneo gratuitamente dopo rigidissime selezioni. Sostengono esami all'università statale, ma prima sostengono prove in loco e sono seguiti da docenti raffinatissimi con un rapporto studente-professore impensabile in qualsiasi altro ateneo. Poi c'è la filosofia dell'insegnamento. Già dai primi anni i ragazzi imparano risolvendo i problemi, fanno ricerca, entrano nei laboratori, affrontano le incognite della scienza, popolano i centri di ricerca (come il Cern), s'inventano il mondo. Sono affamati e anche un po' pazzi, come direbbe Steve Jobs. La Normale è unica e allo stesso tempo plurale. LABORATORI AVANZATISSIMI - Con decine di laboratori avanzatissimi, docenti al top, continui contatti con la realtà imprenditoriale, industriale e culturale. Due esempi. Il Nest (National Enterprise for nano Science and nanoTechnology), il centro interdisciplinare di ricerca e di formazione sulla nanoscienza dove operano fisici, chimici e biologi. Sono 120 in tutto: studenti e ricercatori che ogni giorno lavorano fianco a fianco per realizzare nuovi dispositivi e architetture di tipo nano-elettronico e fotonico. Al Ctc, altro laboratorio all'avanguardia, i normalisti s'inoltrano invece nei segreti della chimica classica e quantistica, affrontando l'ignoto dello spazio interstellare, dell'ambiente e delle scienze della vita. Eppure tutta questa eccellenza a volte può rappresentare un ostacolo. Come ha recentemente confessato in un'intervista al Corriere Beltram: «Il problema è che esiste uno scollamento tra ciò che insegniamo e quello che offre il Paese. E dunque si arriva al paradosso che noi prepariamo persone qualificate che l'Italia non è pronta ad assorbire». Manca la cultura dell'innovazione, quel linguaggio che fa capire all'imprenditore, piccolo o grande che sia, che magari una scoperta nel settore delle nanotecnologie può servire a realizzare prodotti migliori e più performanti sul mercato». Non è un caso che una delle mission della Normale sia quella di cercare d'insegnare il linguaggio dell'innovazione. Agli allievi ordinari ma anche agli insegnanti delle superiori che a loro volta cercheranno di trasmettere questo sapere ai loro studenti. CRITICITÀ - Certo, non mancano le criticità. L'eccellenza assoluta, a volte, può rischiare di creare un empireo riservato ai pochi e non guardare con attenzione a quegli studenti che hanno percorsi diversi e magari riescono ad affermarsi, anche nell'eccellenza, con un cammino più lento degli altri «bravissimi». E' un po' la storia dei cavalli di razza. Che partono a una corsa in ritardo e poi sbaragliano tutti. Ma se non fossero partiti non avrebbero vinto. Però alla Normale si lavora anche a questo, a una selezione che sappia scegliere anche i talenti che stanno per sbocciare. E' una scommessa che la Normale e l'Italia devono vincere.
FIRENZE-La Normale di Pisa raddoppia: a Firenze
La Scuola Normale Superiore (SNS) ha annunciato di aver ampliato le sue competenze grazie alla fusione con l'Istituto italiano di Scienze Umane. L'accademia napoleonica si è trasformata in un'istituzione più ampia, che include anche Economia e Diritto. La SNS ha anche annunciato di aprire una nuova sede a Firenze, che sarà dedicata alla formazione dottorale e post-dottorale in settori come le scienze sociali e politiche, le scienze economiche e il diritto. La scuola è nota per la sua eccellenza e per la sua selezione rigorosa degli studenti, che accedono all'università gratuitamente dopo aver superato prove e esami.
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