Quando vedremo la Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria a Firenze chiusa da vetrate e trasformata in spa per ricreare i turisti? E il Colosseo, coperto da un tetto di plexiglass, diventare finalmente un palasport con ampio parcheggio? E perché sprecare tutte quelle graziose casette di Pompei, che si potrebbero pure coprire e trasformare in un "albergo diffuso"? Solo fantavalorizzazione del patrimonio culturale? O, peggio, fantasmi da snobismo misoneista? Non saprei, ma certo se l'analfabetismo storico-artistico della classe dirigente italiana continuerà a crescere con questi ritmi, potremmo vederne di enormi. Intanto, ci alleniamo. Oggi a Gubbio verrà presentato un progetto di "restauro, rifunzionalizzazione e riuso" delle Logge del Tiratoio, recentemente acquistate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Si tratta di un prezioso esempio di opificio del Seicento, innestato su un'architettura medioevale: una struttura coperta, ma con amplissime aperture, che dovevano servire a far circolare l'aria che asciugava i panni lì messi a "tirare". Il commissario prefettizio del Comune di Gubbio, Maria Luisa D'Alessandro, benedice il progetto, mentre Rifondazione Comunista, Idv e Verdi per Gubbio si sono detti molto perplessi, e Italia Nostra è nettamente contraria . Il punto è che il progetto prevede di trasformare la Loggia in un centro congressi, tamponando le aperture con telai d'acciaio e cristalli, con tanto di tende oscuranti e attrezzatura tecnologica. Un'idea lunare, che appartiene di diritto alle serie illustrata poco sopra. Stando alla stampa locale, la soprintendenza avrebbe già approvato il progetto: ma se il rendering pubblicato nei giorni scorsi su "Tutto Gubbio" è fede-degno, non si capisce proprio come possa aver fatto, perché le grandi vetrate snaturano l'identità e la forma delle Logge fino a cancellarle come monumento. Un errore imperdonabile: che può essere ancora fermato, come chiederanno questo pomeriggio i cittadini eugubini che manifesteranno durante la presentazione. Speriamo che qualcuno li ascolti.