IL CASO. Polemiche dopo l'ultimo fine settimana che ha visto una mostra di pittura, la giornata ecologica e la Festa della fede. La sovrintendenza: «Permessi indiscriminati, il salotto della città rischia di diventare una sagra» Dovrebbe essere il salotto buono della città, rischia di trasformarsi in un perenne luna park: piazza Bra finisce ancora una volta nell'occhio del ciclone. Dopo l'ultima, ennesima domenica di «invasione» della piazza da parte di una carrellata di eventi, si levano più voci di perplessità su un utilizzo della Bra che sembra guardare più a «riempire» che a scegliere. Pittori che espongono quadri, associazioni di volontariato che raccolgono fondi ciascuna con la sua bancarella, festa una volta dell'ecologia un'altra dello sport un'altra volta ancora del gusto, per il Liston non c'è un fine settimana di tregua. Certo, una città ricca di eventi è un bene per i suoi cittadini, e un richiamo per i turisti. Ma tra la vivacità e la sagra ci sono fondamentali differenze. SAGRA DOMENICALE. Non è infatti solo la concomitanza degli eventi in un unico giorno a sollevare qualche dubbio, ma pure il fatto che questa sagra di manifestazioni è diventata ormai una abitudine: vedere nei giorni festivi la piazza e i giardini sgombri, passeggiare sul Liston senza essere frastornati da altoparlanti o musica è difficile. Pare tra l'altro che spesso gli stessi organizzatori degli eventi vengano colti alla sprovvista vedendosi affiancati da tanti altri compagni di manifestazioni l'uno all'insaputa dell'altro e che solo grazie alla pratica dell'arrangiarsi alla meglio all'ultimo momento la situazione si salvi. È accaduto anche questa ultima domenica, quando la Festa dell'ecologia di Amia si è dovuta fare un po' più in là per lasciarse spazio all'esposizione di una schiera di pittori, ma poi neanche troppo più in là perchè davanti all'Arena doveva essere allestito il tendone degli alpini che hanno preparato la cena per i giovani della Festa della fede. Tutti autorizzati. In Comune c'è un apposito Ufficio manifestazioni che dà il suo parere alle tante richieste che arrivano, parere preventivo che poi deve essere approvato dalla Giunta. AUTORIZZAZIONI. In realtà la cosa non è così lineare: le associazioni infatti possono chiedere il permesso direttamente all'Ufficio manifestazioni oppure fare riferimento ad un assessorato, il quale a sua volta dovrebbe rivolgersi all'Ufficio manifestazioni: ultimo gradino resta comunque sempre l'approvazione della Giunta. Esempio: la Festa dell'ecologia dipendeva dall'assessorato all'ambiente, l'esposizione dei pittori dal settore Cultura. E poi c'è naturalmente il parere della Sovrintendenza. E si sa che le scelte dell'amministrazione comunale e quelle della Sovrintendenza hanno più di qualche contrasto. In questo caso? LA SOVRINTENDENZA. «Che la città sia ricca di eventi è un fatto positivo, certo per quelli che definiamo i salotti buoni, cioè piazze di pregio, dal valore artistico e culturale, dovrebbe esserci molta attenzione nella scelta delle manifestazioni», spiega la sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici Gianna Gaudini. «Piazza Bra, come piazza Erbe, va tutelata, le manifestazioni devono garantire il rispetto dell'eleganza e dei valori culturali, è la legge che impone che venga chiesto il parere della Sovrintendenza. Poi però noi non abbiamo un potere decisionale sul calendario, ma solo sull'impatto che eventuali installazioni avranno su luoghi e monumenti. Il fatto è che abbiamo già più volte chiesto all'amministrazione comunale, ma senza risultato, che sia redatto un piano sull'utilizzo delle piazze, in modo che siano chiari limiti e principi entro cui le associazioni e i cittadini promotori di eventi possono agire». «In questo modo», prosegue la sovrintendente, «si snellirebbe definitivamente quella burocrazia di cui veniamo ritenuti responsabili: basterebbe approntare delle linee guida per risolvere il problema. Ma questo spetta per legge al Comune, non alla Sovrintendenza. Quanto alla programmazione degli eventi, anche questo è compito del Comune». LA CIRCOSCRIZIONE. Sull'utilizzo della Bra per così tante manifestazioni si esprime in modo contrario anche la presidente della prima circoscrizione Daniela Drudi: «Sono passata da piazza Bra domenica e sono rimasta molto perplessa», afferma. «L'impressione era di trovarsi in un luna park. La circoscrizione però non ha titolo nella scelta degli eventi, non ne viene neppure informata, insomma non è richiesto un nostro parere. Da tempo cerchiamo di lanciare l'idea di trovare da una parte una tipologia di eventi che sia più adatta alla piazza (eventi culturali di levatura, per esempio mostra dell'editoria, fiere del libro), e dall'altra di spostare le manifestazioni anche in altre piazze meno utilizzate e tra l'altro nei giorni festivi un po' solitarie (vedi corte Sgarzerie, corte Melone). Noi stessi quando organizziamo qualche evento abbiamo come finalità di rivitalizzare piazze e piazzette meno utilizzate». I RESIDENTI. Una voce discorde arriva poi dai residenti. Adriano Merlini, presidente del Comitato VeroCentro, che riunisce circa 300 residenti della città storica, osserva: «La Bra è come Gardaland. Abbiamo parlato molte volte con l'assessore al Commercio Enrico Corsi, ma il problema è che partiamo da due visioni molto differenti della città: la sua è una visione prettamente commerciale, e questo, intendiamoci, non è sbagliato, ma andrebbe dosato con una visione che tenga conto dell'immagine della città, delle sue bellezze artistiche e storiche, altrimenti alla fine la città stessa finisce per rimetterci. Se devo essere sincero, il fine settimana io dalla città se posso me ne vado, perchè, anche a livello di traffico, è ben difficile sopravvivere. Peccato per Verona». Alessandra Galetto