Non c'è mai pace per l'Ara Pacis e per l'edificio, progettato dall'archìtetto nordamericano Richard Meier, che dovrà inglobare l'antico monumento romano nella piazza nei pressi del Tevere. A fine gennaio il Comune della capitale annunciava di aver fissato all'aprile del 2004 il termine dei lavori intorno all'altare che rende onore alle imprese militari e all'opera pacificatrice dell'imperatore Augusto. Ora il soprintendente ai beni architettonici, al paesaggio e al patrimonio storico artistico di Roma Roberto Di Paola in un'intervista a un quotidiano avverte di non approvare, che farà modificare il progetto e di aver apposto vincoli alle facciate dei palazzi e al sottosuolo in modo da mettere dei limiti a Meier, contenerne la presunta invadenza ovvero evitare «uno scempio». Non finisce qui. Tre architetti, Carlo Aymonio, Manfredi Nicoletti e Aldo Loris Rossi; e un docente universitario, Antonio Tamburrino, scrivono un appello per fermare tutto e ripensare all'area globalmente, includendo, in un altro progetto, il Mausoleo augusteo e i resti del Porto di Ripetta. Venerdì presentano il documento al sindaco Walter Veltroni. Un'altra storia italiana di un cantiere infinito fermato dalle polemiche infinite quando si mette mano all'antico? «No - risponde deciso il soprintendente del Comune, Eugenio La Rocca - il lavoro è stato già approvato da tutte le soprintendenze competenti, dai comitati di settore, dal ministero per i Beni e le attività culturali, ogni intervento è stato appaltato. Bloccare il progetto sarebbe pura follia. Non ci sono nemmeno le condizioni ptr fermarlo». Se tutto va bene la scadenza della primavera 2004, afferma La Rocca, sarà rispettata. Il discorso è invece aperto sull'assetto complessivo della piazza: «Di questo discuterà la commissione nominata dal ministero». Antico e moderno, in Italia, convivono difficilmente. In fondo il nocciolo delle discussioni nasce da qui: dalle diverse idee su come dev'essere questa convivenza. Per l'involucro di Meier le polemiche hanno lunga data. Dopo cinque anni di attesa il sindaco Rutelli, il 4 settembre 2000, inaugurò il cantiere. Che, a partire dall'abbattimento del padiglione del 1939 di Morpurgo, non ha mai avuto Vita tranquilla. Gli attacchi hanno raggiunto l'acme quando era sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi. Passato il sottosegretario, il progetto per la copertura del monumento è andato avanti. Ora interviene con un'intervista Di Paola: osserva che nella teca di Meier la copertura sporge troppo, che tra un muro con epigrafi e una parete di cristallo ci sarà un contatto inopportuno che vuole sapere meglio di gradini rinascimentali ritrovati, che convocherà una commissione specifica. Ancora più radicali sono Aymonio e gli altri progettisti di area ambientalista. «Sono cambiate le condizioni generali -afferma l'architetto - nessuno si occupa più del mausoleo di Augusto, quel che era l'origine di tutto l'intervento». Quindi? A suo parere si dovrebbe «ridare fiato e un senso all'intera piazza per cui si potrebbe eliminare gran parte delle strade circostanti, allargare la base del mausoleo». Il concetto, in sintesi, è quello di un recupero totale attraverso un concorso internazionale che includa l'antico porto romano di Ripetta (ovvero i suoi resti) sulla riva del Tevere. E con un'idea: «Recuperare il mausoleo di Augusto, che è bellissimo ed entrarvi è emozionante». E l'edificio di Meier? «Lo trovo il lavoro modesto di un architetto capace di cose bellissime», risponde. E, per Aymonino, si potrebbe anche far morire il progetto senza rimpianti. «Ho l'impressione che ci troviamo davanti'a una serie di equivoci a catena - commenta La Rocca - La realizzazione della struttura museale dell'Ara Pacis è stata approvata da tutte le strutture pubbliche, è in corso di realizzazione, il progetto non può essere mutato, i lavori procedono come da programma. E se qualcuno -pensa che abbiamo distrutto partì archeo-logjche come i gradini del Porto Ripetta, cade in un equivoco: uno degli elementi centrali del progetto è proprio quello di non toccare gli spazi occupati dal porto». Quanto all'appello dei quattro architetti, per il soprintendente comunale arriva fuori tempo massimo: «Non ci sono più le condizioni per un blocco». E conclude: «Chiunque può essere favorevole o contrario, ci mancherebbe altro. Tuttavia il lavoro deve terminare. Per il bene della città e per il bene del monumento, che va messo in una struttura di difesa». Già, cos'è il monumento che fa tanto discutere? L'Ara Pacis Augustae risale a pochi anni prima deUa nascita di Cristo, ha un recinto rettangolare che protegge l'altare, che è adornato da rilievi, figure allegoriche e dalla rappresentazione di un corteo imperiale. In origine l'ara si trovava ad alcune centinaia di metri dalla posizione attuale. I ritrovamenti, iniziati nel 1568, sono proseguiti per secoli. Non tutto è stato ricomposto nell'altare, i frammenti saranno inglobati nella struttura di Meier.
Ara Pacis, avanti o indietro tutta?
Il progetto per la copertura dell'Ara Pacis Augustae a Roma è stato approvato da tutte le strutture pubbliche e in corso di realizzazione. Il soprintendente comunale Roberto Di Paola afferma che il progetto non può essere mutato e che i lavori procedono come da programma. Tuttavia, tre architetti e un docente universitario hanno presentato un appello per fermare il progetto e ripensare all'area, includendo il Mausoleo augusteo e i resti del Porto di Ripetta. Di Paola ritiene che ci siano equivoci e che il lavoro deve terminare per il bene della città e del monumento. Il progetto include la copertura dell'Ara Pacis con un edificio di Richard Meier, che è stato oggetto di polemiche per la sua presunta invadenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo