Ancora non ha imboccato la stretta decisiva, il Piano di recupero che a Iseo prevede un maxi-parcheggio sotto il campo sportivo oratoriale e la sistemazione dell'oratorio stesso, e già Legambiente fa partire un fitto fuoco di sbarramento. Giovedì, a confrontarsi sul Piano, sono convocate a palazzo Vantini una conferenza dei servizi, al mattino, e un'assemblea pubblica, al pomeriggio. La prima dovrà decidere se assoggettare oppure no il progetto complessivo alla Vas (Valutazione ambientale strategica) e alla Vic (Valutazione di incidenza); la seconda potrà chiedere lumi ed esprimere le perplessità. GIOCANDO D'ANTICIPO, ieri il circolo di Legambiente Basso Sebino ha diffuso una nota in cui non solo ribadisce la sua contrarietà a un intervento che definisce «dannoso per la qualità della vita e l'appeal turistico di Iseo», ma solleva il dubbio che sussistano le condizioni finanziarie per concretizzarlo. L'intera operazione, infatti, poggia su un protocollo d'intesa firmato da Brescia Mobilità, Comune e parrocchia; protocollo che impegna la Spa di Brescia a costruire su aree di proprietà della parrocchia il parcheggio multipiano in cambio dell'ammodernamento dell'oratorio - investimento di 3,5 milioni di euro - e vincola il Comune a comprare 30 box interrati per 750mila euro. «QUEL PROTOCOLLO scade a fine novembre, ma resta una mera dichiarazione d'intenti: non è né una convenzione, né un contratto- sostiene Dario Balotta, presidente di Legambiente -. Quanto ai soldi necessari, non immagino dove possano andarli a prendere sia Brescia Mobilità, alle prese con le difficoltà di gestione della metropolitana, sia il Comune, che rischia di nuovo di sforare il Patto di stabilità. Insomma, il progetto dell'autosilo interrato rischia di schiantarsi contro il muro della crisi economica. Ricordo infine che, avverso quell'autosilo, ci siamo appellati al Consiglio di Stato, dove il giudizio è pendente». Il Piano di recupero iniziale, però, è stato ampiamente modificato. Adesso prevede, oltre ai garage sotto terra, l'ampliamento della palazzina che ospita il Centro giovanile e la costruzione di un salone polivalente nel cortile superiore. Il tutto ha già acquisito i pareri favorevoli delle Sovrintendenze, e il via libera degli esperti che hanno condotto indagini sulla geologia, la rete idrica sotterranea e il possibile inquinamento da fumi. Superato lo scoglio di giovedì 17, il Piano di recupero dell'oratorio, in ballo dal 2008, dovrà seguire molti altri passaggi. Insomma, l'avvio dei lavori non è dietro l'angolo. Giuseppe Zani