Vorrei capire perché hanno bloccato la vendita del Circolo del tennis L'INAUGURAZIONE del museo del '900 entro maggio. Il taglio del nastro della piazza del teatro dell'Opera, la più grande della città, il 21 marzo. La nuova società che gestirà tutte le istituzioni culturali a gennaio. Sulla terrazza del Forte Matteo Renzi è una raffica di date. Ma soprattutto è una furia, di nuovo, contro le soprintendenze e contro l'Opera del Duomo. «Vorrei capire perché devono dire di no alla vendita del Circolo del tennis delle Cascine alla società che gestisce il circolo», tuona Renzi sulle soprintendenze svelando un progetto fin qui sconosciuto. «Sarebbero soldi preziosi per il Comune, mentre i soci privati potrebbero prendersi cura dell'impianto in modo ancora più puntuale. Tanto non potrà diventare qualcos'altro», insiste Renzi. Prendendosela anche con il no espresso a suo tempo al progetto di recupero della Manifattura Tabacchi con le due torri da 45 metri: «Spieghino perché dire no a quello e dire sì al Palagiustizia di 74 metri». Ma non è ancora finita. Le soprintendenze, per Renzi, «sono un potere monocratico che non risponde a nessuno ma che passa sopra a chi è eletto dai cittadini». E sulla 'Battaglia di Anghiari' di Leonardo nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio annuncia una nuova caccia: «Non mi fermo, riprenderemo anche quello». Quando all'Opera del Duomo, il problema sono i dehors: «E' inutile che dicano di no ai tavolini accanto al Battistero. Non accetto che l'Opera mi faccia le pulci e affitti poi i locali ad un ristorante. Affittino piuttosto ad un artigiano e il problema non si pone», dice Renzi. E se poi se i dehors di piazza Repubblica appaiono brutti («Anche a me non piacciono tanto»), non si può dimenticare che sono stati scelti da una «commissione in cui c'erano tutti, anche la soprintendenza». Sull'ex tribunale di piazza San Firenze il sindaco conferma il progetto delle università straniere: «Ma sapete dice quando ho incontrato la Merkel ho parlato anche della scuola della diplomazia europea». Sui banchi degli ambulanti poi, nessun ripensamento: «Via da San Firenze e dal 24 gennaio a San Lorenzo ci passerà il bussino, i banchi devono trasferirsi. Con le buone o con le cattive, quel suolo è pubblico». Quanto allo stadio alla Mercafir: «Prematuro dire che non ci sono le condizioni». (m.v.)