L'attesa Tanta era la smania di rivederli che ci si era inventati persino di esporne una copia in ceramica (il lavoro dell'artista piemontese Marzia Migliora «Lei che non dormiva mai»). Non certo con l'intenzione di trovare dei surrogati, quanto invece di raccogliere almeno una parte dei fondi necessari ad un allestimento degno. Le spoglie mortali degli «Amanti di Valdaro», i due scheletri abbracciati così dal neolitico, giacciono ancora nei depositi del Museo Archeologico di Mantova. L'attesa continua dai primi giorni di febbraio del 2007 (una data, manco farlo apposta, prossima a San Valentino) quando la Soprintendenza archeologica lombarda annunciò la scoperta di una «sepoltura neolitica bisoma». La notizia rimbalzò su giornali e media di mezzo mondo. Peccato, però, che poi gli amanti siano stati di nuovo sepolti, questa volta in magazzino, con rarissime occasioni, per i due, di riassaporare la celebrità. Il tutto nonostante gli sforzi del Comitato Amanti a Mantova, sostenuto soprattutto dal Comune, che ha continuato a macinare iniziative per raggiungere l'obiettivo. E forse ci siamo quasi: la teca nella quale adagiare gli scheletri, costata sui cinquantamila euro, è quasi pronta. Esporla prima di Natale sarebbe una gran bella strenna.