Un centro commerciale costruito sulle pendici della collina di Villa Glori - area soggetta a rigidi vincoli - al posto dello storico ristorante "Giggetto er pescatore", in via Antonio Sant'Elia, a due passi dal lungotevere dell'Acqua Acetosa. Un'opera realizzata «sbancando quattro metri di crinale e aumentando la superficie edificata da 500 a oltre 1.500 metri quadrati». E, soprattutto, «un abuso evidente» secondo l'ufficio condono edilizio del Campidoglio, che ha deciso di respingere la domanda di condono, presentata per un incremento di 860 metri quadrati. «Quando il ristorante ha chiuso è stato rilevato da una società immobiliare, che ha presentato istanza di condono per un ampliamento come centro commerciale - spiega l'assessore capitolino all'urbanistica Roberto Morassut - Grazie ai nuovi sistemi di rilevazione aerea, in collaborazione con la società Gemma, abbiamo scoperto che l'ampliamento è stato di oltre 1000 metri quadri: di gran lunga maggiore di quello denunciato e quindi irregolare. Abbiamo quindi avviato il procedimento finalizzato alla demolizione del centro commerciale o all'acquisizione non onerosa da parte del Comune. Il sindaco invierà la documentazione al Municipio II, per gli adempimenti di sua competenza». «Aspettiamo che arrivino le carte del Campidoglio - sottolinea Antonio Saccone, presidente del Municipio - quindi incaricheremo gli uffici tecnici e i vigili urbani di verificare la situazione. Se sarà confermato l'abuso, l'unica via percorribile è la demolizione: il Comune non può certo acquisire una proprietà che aveva venduto all'asta per tre milioni di euro. Il Municipio, però, non ha le risorse per abbattere la costruzione, che devono arrivare dall'assessorato». Intanto entro l'estate, annuncia Morassut, grazie alle fotografie aeree del territorio scattate alla scadenza fissata dalla legge del condono (il 31 marzo 2003) «sarà possibile avere una mappa dettagliata degli abusi: uno strumento di analisi che consentirà di indirizzare l'attività dell'ufficio condono, secondo criteri di priorità, intervenendo sui problemi più rilevanti». Delle 84 mila pratiche relative all'ultimo condono, 28.700 vengono considerate «di una particolare rilevanza sociale», perché riguardano il recupero delle borgate. Sono quelle portate avanti dai consorzi in zone ex abusive dove sono sorti nuclei spontanei, ora in via di perimetrazione nel nuovo piano regolatore. Con la chiusura di queste pratiche si possono attivare opere a scomputo (cioè con le spese di urbanizzazione a carico dei consorzi che vengono sottratte dagli oneri dovuti all'amministrazione per le concessioni) per 186 milioni di euro di finanziamenti, Intanto sono stati conclusi tutti i rigetti di concessione edilizia relativi al Parco dell'Appia Antica. «Nei prossimi giorni - dice l'assessore - ci saranno altri rigetti di richieste di condono "eccellenti", con relative demolizioni delle costruzoni abusive».
Un centro commerciale costruito sulle pendici della collina di Villa Glori - area soggetta a rigidi vincoli
Un centro commerciale è stato costruito sulle pendici della collina di Villa Glori, in un'area soggetta a vincoli. Il centro commerciale è stato realizzato aumentando la superficie edificata da 500 a oltre 1.500 metri quadrati. L'ufficio condono edilizio del Campidoglio ha respinto la domanda di condono per un incremento di 860 metri quadrati. La società che ha rilevato il ristorante ha presentato istanza di condono per un ampliamento come centro commerciale, ma è stato scoperto che l'ampliamento è stato di oltre 1000 metri quadrati, di gran lunga maggiore di quello denunciato. Il Comune ha avviato il procedimento per la demolizione del centro commerciale o per l'acquisizione non onerosa.
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