"Loro discutono e noi agiamo": è questo il commento del parroco di San Pio X padre Alessandro Giambra alla mancata soluzione del trasferimento delle Vare del Giovedì Santo nel nuovo museo realizzato nei locali al piano terra dell'edificio ex Gil di via Colajanni. Il riferimento di padre Giambra è all'accordo ancora non raggiunto tra i detentori a qualsiasi titolo delle Vare e la Soprintendenza. Il parroco ha aggiunto: "Mentre loro discutono, noi continuiamo a tenere aperto e funzionante il museo delle Vare nei locali sotto la Chiesa". Ha però tenuto a precisare che "il museo è aperto e funziona nel senso che durante l'orario di apertura della chiesa, chi ha interesse a visitarlo, non deve fare altro che chiederlo e personale della parrocchia provvederà ad esaurire la richiesta". Padre Giambra ha comunicato che le richieste effettuate sono numerose "soprattutto da parte - ha precisato - di comitive di turisti". E poi: "Anche domenica (quindi oggi, ndr) aspettiamo due comitive di Palermo". Ha comunicato pure che la sistemazione delle Vare nei locali sotto la chiesa è stata fatta in maniera molto razionale. "Abbiamo addobbato il locale con le piante - ha detto - e abbiamo pure collocato dei faretti che illuminano i singoli gruppi sacri". Tutto questo è bello e grave. Significa che quasi quasi non c'era bisogno di realizzare il nuovo museo e che sono stati spesi inutilmente 1 milione e 300 mila euro di denaro pubblico per la sua costruzione. A maggior ragione se poi non si riesce ad aprirlo. l. s. 13102013