Giovedì a Lucca sarà presentata la ricerca di Regione e Promo PA basata sui commenti nei social network CI VANNO i pellegrini. Ma sempre più anche gli appassionati di camminata o pedalata. Così l'avventura, ancora abbastanza sconosciuta, di percorrere a piedi la via dei pellegrini medievali, la Francigena, conquista sempre più. Sono mille chilometri da Canterbury a Roma, attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia. In Italia, attraverso Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. In Toscana sono 394 chilometri dal passo della Cisa a Ponte a Rigo, da dove si entra nel Lazio. Una strada tra campi, boschi, colline, borghi, città memorabili. «Un'oasi di pace», dicono coloro che l'hanno percorsa, tutta o a tratti, ma anche una scoperta di vestigia romaniche o paesi che si riconoscono come originati dalla strada, tanto si sviluppano in lunghezza e allineano sulla via principale chiese e palazzi. C'è una ricerca commissionata dalla Regione a Promo PA che verrà presentata giovedì al Real Collegio di Lucca durante la tre giorni (17-19 ottobre) di Lubec (Lucca Beni Culturali), la manifestazione, quest'anno, incentrata sulla cultura come «password per il futuro» e dove si riuniranno industrie pubbliche e private, imprenditori e amministratori intorno al tema della valorizzazione dei beni culturali e del marketing turistico- territoriale. La ricerca sulla Francigena si basa sui commenti di chi la percorre che appaiono sui social network (Trip Advisor, Lonely Planet, Twitter) oltre che sui siti o i blog dedicati. Il 30 dei post è in inglese, il 70 in italiano, segno che la via Francigena è ancora poco nota all'estero. I viaggiatori, adulti scolarizzati, quelli tra i 25 e i 40 laureati, i bambini con le famiglie danno palma dell'attrattività al tratto toscano di Francigena. Scrivono di «bellissimi paesaggi », «stradine spettacolari», «pace dell'anima», «avventura emozionante», «da provare per tutti». Unico neo, che scaturisce soprattutto dal confronto con il «Camino di Santiago», la mancanza di strutture di accoglienza «povere», ostelli low cost ma anche in sintonia con l'animo dei pellegrini. Meno preoccupati quelli del trekking che vanno in albergo. Intanto la Regione ha stanziato 16 milioni per l'accoglienza e già si sono fatti progressi: «Siamo indietro anni luce - è il post - ma stiamo recuperando a grandi passi». Un «cammino medievale», si dice, che è «un percorso della spiritualità religiosa e laica». La caratteristica vincente per la Toscana è che «questo tratto di Francigena non sovrappone il percorso alle strade asfaltate». Tutti sentieri di campagna: «Attraversare campi e boschi lontano dal traffico e dal rumore delle auto, lasciare spazio alla fantasia, ai pensieri, alle riflessioni. Da provare per tutti anche per piccoli tratti». Attrae «l'esperienza diversa», «la lontananza dal turismo di massa», «il rapporto con la natura e con gli altri », la «lentezza del camminare » che permette di vedere anche i luoghi noti, come Siena o San Gimignano, con occhi diversi. Quanto ai paesi, tra Monteriggioni, Pontremoli, Radicofani, San Gimignano e San Quirico D'Orcia, vincono Monteriggioni e San Gimignano tra gli stranieri e Pontremoli tra gli italiani, per via delle tante iniziative culturali e ricreative.