ALL' ALBA arrivano i carabinieri. Primaa casa di Francesco Pernice, 62 anni, ex sovrintendente ai beni architettonici del Piemonte e ora direttore del settore Conservazione Beni Architettonici del consorzio di valorizzazione della Reggia di Venaria. Poi a casa di Ezio Enrietti, 77 anni, presidente socialista della Regione Piemonte tra il 1980 e il 1983. Alla stessa ora altre pattuglie del Nucleo di polizia giudiziaria dell' Arma bussano alle porte di Giuliano Ricchiardi, funzionario regionale, di Francesco Paolo Della Rossa, titolare della Cooperativa Edil Atellana, e di Claudio Santese, amministratore dell' impresa Les. I militari hanno un ordine di cattura per tutti e cinque che spazia dalla turbativa d' asta alla truffa, dal falso alla frode passando naturalmente per la corruzione. Finiscono in carcere in quattro, la cella viene risparmiata, per ragioni d' età, soltanto ad Enrietti che resta prigioniero in casa. Non sono ancora le 9 del mattino e i militari si presentano a Palazzo Chiablese, sede della Soprintendenza, dove perquisiscono l' ufficio di Pernice e, in quello dell' attuale direttore Mario Turetta, sequestranoi faldoni relativi alla Reggia di Venaria e al Castello di Racconigi. Più tardi arriverà dai palazzi ministeriali di Roma la decisione di inviare un' ispezione alla Venaria. E dalle carte dell' inchiesta trapela che ci sono altri dodici indagati: tra loro la moglie di Enrietti, la funzionaria regionale Maria Grazia Ferreri, il presidente del consorzio che costruisce il nuovo grattacielo della Regione, Paolo Rosa, e il sindaco di Beinasco, Maurizio Piazza. L' atto d' accusa messo insieme dai pm Stefano De Montis, Francesco Pelosi e Giancarlo Avenati Bassi racconta una nuova storia di favorie prebende.È purtroppo (come nel caso Soria, come in quello della Gec) il solito intreccio di amicizie e parentele. In questo caso un funzionario di altissimo rango come Pernice, in cambio di lavori di ristrutturazione nella sua abitazione, ha fornito indicazioni e consigli agli imprenditori coinvolti per formulare offerte (al ribasso ma vincenti) in diverse gare d' appalto bandite dal consorzio di valorizzazione La Venaria Reale o dalla Regione Piemonte. Negli uffici della Procura della Repubblica fanno l' elenco delle gare "turbate": «Da quella per il restauro della Chiesa di Sant' Uberto (150.680 euro), al quella per la sistemazione del terrazzo del Garove (499 mila euro), da quella per i parcheggi e la viabilità nel complesso della Reggia di Venaria (5 milioni 788 mila) a quella per il restauro dei Giardini di Palazzo Reale a Torino (un milione 753 mila euro) sino a quella per la progettazione esecutiva ed esecuzione delle opere di completamente della Certosa di Valcasotto (1 milione 990 mila)». Per poi aggiungere: «Oltre alla turbativa d' asta sono stati contestati anchei reati di truffa aggravatae falso in atto pubblico, in relazione ad un subappalto per i lavori di scavo e movimento terra nel cantiere della nuova sede dell' ente regionale, oltre al reato di frode per l' esecuzione di lavori relativi alla variante di Borgaretto e infine alla corruzione». L' inchiesta dei carabinieri della Procura nasce nei primi mesi del 2011. Partendo dalla scoperta che Marco, il figlio di Francesco Pernice, lavora per l' impresa di Maurizio Ottaviano (indagatoa piede libero), gli investigatori ricostruiscono la trama dell' inghippo. Cheè poi semplice. Pernice «guida» le offerte non solo di questa impresa ma anche delle altre nelle gare d' appalto avendone in cambio quelle che il gip chiama «utilità economiche»: tinteggiatura e lavori di carpenteria nella sua casa torinese. Scoprono anche che Ezio Enrietti è il «socio occulto» della Les di Claudio Santese: il giudice lo definisce «scaltro e con una indubbia caratura delinquenziale». E che può contare su "gancio" formidabile in Regione: la seconda moglie, Maria Grazia Ferreri, è il "numero uno" del settore Patrimonio. Tra i vari raggiri Enrietti e Santese, stando alle imputazioni, ne fanno uno da commedia all' italiana: eseguendo i lavori per la variante di Borgaretto sistemano l' asfalto in strati più sottili di quelli richiesti dal capitolato d' appalto, ma poi guidano i controlli dove lo spessore del manto è più alto della media. Nelle 500 pagine dell' ordinanza del giudice Bianco il malaffare è descritto nel dettaglio e confermato da un mare di intercettazioni. Gli imprenditori, grazie alle amicizie e ai rapporti coni funzionari pubblici coinvolti, sanno tutto prima degli altri, posso affrontare le gare d' appalto con offerte al ribasso riservandosi però di ricorrere più tardi alle compensazioni in corso d' opera. Il tutto "en plein air", parlando tranquillamente al telefono, convinti di essere al di sopra di qualsiasi punizione. La sensazione è però che gli arresti di ieri siano il punto di partenza di un' inchiesta destinata ad arrivare in alto ma che già oggi si accentra sul cantiere della nuova sede della Regione.
PIEMONTE - Gare truccate nelle regge, 5 arresti
I carabinieri hanno effettuato arresti in relazione a un'inchiesta sulla turbativa d'asta e sulla truffa nella Regione Piemonte. Sono stati arrestati Francesco Pernice, ex sovrintendente ai beni architettonici del Piemonte, Ezio Enrietti, presidente socialista della Regione Piemonte, Giuliano Ricchiardi, funzionario regionale, e Francesco Paolo Della Rossa, titolare della Cooperativa Edil Atellana. L'inchiesta è stata avviata nel 2011 e coinvolge anche altri dodici indagati, tra cui la moglie di Enrietti, la funzionaria regionale Maria Grazia Ferreri, e il presidente del consorzio che costruisce il nuovo grattacielo della Regione, Paolo Rosa.
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