Piazza di Brancoli: i lavori di messa in sicurezza hanno danneggiato gravemente un luogo incantevole Chiusi in gabbia. Come allo zoo. Ecco come si sentono gli abitanti di Piazza di Brancoli da un mese a questa parte. Da quando, cioè, il comune ha avviato i lavori per piantare una ringhiera di un metro sul muretto che delimita il piazzale. Un metro che, sommato all'altezza del muretto (più di 60 centimetri), diventa quasi il doppio, chiudendo case e residenti in una sorta di grande recinto a strisce verticali. «La chiamano sicurezza - dicono i cittadini - ma a noi sembra soltanto il risultato di un intervento fatto male. Che rovina il patrimonio artistico, distrugge antiche pietre in modo irreversibile e fa spendere soldi alla collettività con l'unica conseguenza di aver peggiorato l'esistente». Patrimonio artistico, vivibilità, sicurezza e quella ringhiera che proprio non va giù. Ci sono tutti questi elementi nella storia raccontata dai cittadini di Piazza di Brancoli, appartenenti all'omonima associazione paesana e riuniti sotto lo slogan "Noi dello zoo di Piazza di Brancoli". E in effetti immagine più efficace non poteva essere trovata: la ringhiera, che qualche settimana fa è stata montata e subito portata via a causa delle barre orizzontali che la rendevano parecchio insicura (pensate a quanti, soprattutto tra i più piccoli, potrebbero utilizzarla a mo' di scaletta), dovrebbe ergersi per circa un metro, chiudendo uno degli scorci più belli del territorio. Ma partiamo dall'inizio. «Tutto il territorio della Brancoleria - racconta Ada Matteucci - è coinvolto in un progetto di messa in sicurezza, in conseguenza degli eventi franosi che hanno interessato i nostri paesi. Nella sostanza si è trattato dell'introduzione di micro-pali per la messa in sicurezza del muro di Piazza di Brancoli e della necessità di collocare una ringhiera, con funzione di parapetto, nel piazzale». Così, a metà settembre sono arrivati con il demolitore, hanno distrutto il muro che era stato appena restaurato, e hanno iniziato a piantare la ringhiera, con il benestare della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Il progetto, basato sull'altezza massima del muro dichiarata, da parte del comune, da un minimo di 40 fino ad un massimo di 60 centimetri, prevedeva la posa in opera di una ringhiera di un metro di altezza con barre verticali. «Ma quando sono arrivati a montarla - incalza - si sono accorti che le barre erano orizzontali e quindi contrarie ai principi di sicurezza. E questo la dice lunga su quanto l'amministrazione sia attenta a questo tipo di interventi. C'è da dire poi che il muro in questione, in certi punti, già raggiunge un metro di altezza e quindi, con l'aggiunta di un altro metro di ringhiera, si arriva molto, molto in alto: due metri di altezza praticamente inutili per la messa in sicurezza e, per di più, anche antiestetici. Due metri di transenne che deturpano la piazza e impediscono la vivibilità e la godibilità di un paesaggio quello delle colline sottostanti e della piana di Lucca - sublime ed emozionante». Già, l'estetica. Anche in nome di questo gli abitanti chiedono al comune di rivedere l'intero progetto e prevedere una ringhiera alta, al massimo, 4050 centimetri, in linea con quanto fatto per il cimitero del paese. Nel procedere con questa operazione le antiche pietre poste sul muretto sono state rotte e sarà impossibile recuperarle. «Ciò che lascia esterrefatti - continua - è l'evidente impreparazione tecnica. Spaccare un muretto di pietre storiche già fissate a cemento non è una bella idea perché l'unica conseguenza è che le pietre si rompano in modo irreversibile. Con una placca esterna al muretto si sarebbe speso meno e avrebbero realizzato un intervento reversibile e più estetico». Per il paese la piazza ha una funzione centrale. Una piccola agorà. «In un paese - concludono i residenti - dove tutto è vincolato in nome della conservazione e della bellezza del paesaggio, le ringhiere del comune sono un pugno in un occhio. Tuttavia, se una qualche forma di sicurezza ci deve essere, che almeno sia in linea con lo sviluppo architettonico e l'ambiente circostante».