«Sono in bolletta, devo venderle» Annuncio sul sito d'aste:«Vendo antichi reperti romani ritrovati a Pozzuoli». Però non c'è il certificato di proprietà Antichi reperti d'epoca romana in vendita su eBay. Sul noto sito di annunci economici online, un'inserzione riporta descrizione e foto di alcuni reperti ritrovati a Pozzuoli. REPERTI PUTEOLANI - «Li cedo per necessità» così scrive il venditore, tale Lino di Formia, nell'annuncio. Il prezzo? 800 euro. L'annuncio, pubblicato il 3 settembre 2013 riporta descrizione e foto dei manufatti però non il certificato di proprietà, indispensabile per questa tipologia di vendita. Ecco la descrizione: «Manufatti antica roma, ritrovati in Zona Pozzuoli in anfore romane.2 statuette alte 12cm riproducono una coppia, in più un piccolo lacrimatoio usato dai Cesari romani». L'ARCHEOLOGO - «I reperti, due statuette in terracotta raffiguranti una divinità seduta probabilmente la dea Iside - e un lacrimatoio, sono reperti d'epoca preromana, databili intorno al III sec. a. C fa sapere l'archeologo Carmine Mocerino - chi mette un annuncio del genere senza certificarne il possesso da varie generazioni o l'acquisto con relativo documento in un negozio autorizzato, rischia dei grattacapi giudiziari perchè sia la polizia postale e sia i carabinieri controllano i beni archeologici in rete. Quindi è meglio che costui vada a restituire in soprintendenza il materiale di provenienza illecita». CONTROLLI ONLINE - Non è la prima volta che antichi reperti archeologici finiscono in vendita sulla rete, acquiastati da collezionisti senza scrupoli. Nel 2009 i carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale della Sicilia e del Comando provinciale di Palermo, dopo una perquisizione domiciliare nel capoluogo siciliano, hanno sequestrato ben 573 reperti archeologici, di origine siciliana e di epoche diverse. Le indagini sono partite dal sistematico controllo dei siti internet.
NAPOLI- Statuine di Iside su eBay a 800 euro
Un annuncio online pubblica la vendita di antichi reperti romani ritrovati a Pozzuoli, ma non è presente il certificato di proprietà. I reperti, tra cui due statuette e un lacrimatoio, sono databili intorno al III secolo a.C. e sono considerati reperti preromani. L'archeologo Carmine Mocerino ha espresso preoccupazione per la legittimità della vendita, poiché la polizia postale e i carabinieri controllano i beni archeologici in rete. Mocerino ha suggerito che il venditore restituisca il materiale di provenienza in soprintendenza. Nel 2009, i carabinieri hanno sequestrato 573 reperti archeologici in Sicilia, in seguito a un controllo online.
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