PALU'. Il Comune si affida al programma «6.000 campanili» varato dal governo Letta con il decreto «del fare». Presentato in tempo il progetto per accedere al finanziamento di 500mila euro che trasformerà l'edificio in sede di associazioni Il Comune affida al programma «6.000 campanili» la speranza di ristrutturare la parte centrale dell'ex chiesa parrocchiale che fu intitolata a San Zenone. Il programma varato con il decreto «del fare» convertito in legge lo scorso agosto, per il 2014 destina 100 milioni di euro a opere pubbliche in enti locali con popolazione sotto i 5.000 abitanti. La giunta del sindaco Francesco Farina ha colto la palla al balzo, dando incarico all'architetto Luigi Torresani di predisporre il progetto indispensabile alla richiesta di contributo. Saranno ammesse al finanziamento tutte le domande ritenute finanziabili, tenendo conto dell'ordine d'invio e che ogni progetto non dovrà essere inferiore a 500mila euro e non superiore a un milione. Salvo, nel caso di superamento dell'importo massimo, indicare come il Comune intende provvedere alla copertura economica della parte di costo eccedente il milione. Nella migliore delle ipotesi, i soldi 2014 stanziati basteranno per 200 interventi. Da qui l'esigenza di procedere al più presto per rientrare in graduatoria su buone posizioni. «Palù», sottolinea il sindaco, «già dispone di un progetto preliminare sottoscritto dall'architetto Luciano Mirandola e del parere ad intervenire della Soprintendenza ai beni artistici». Considerato però il breve lasso di tempo a disposizione e l'incertezza di rientrare nella concessione del contributo, l'architetto Torresani preparerà elaborati e relazione necessaria all'invio della domanda in cambio di 2.500 euro comprensivi di Iva, cifra ritenuta congrua dal Comune. Il professionista ha lavorato rispettando i tempi per presentare la documentazione (la data ultima era il 4 ottobre). Per decenni l'ex parrocchiale, sorta nel '300, rimase nell'incuria più totale. Dopo essere stato dismesso perché sostituito dall'attuale chiesa parrocchiale, più capiente ma architettonicamente meno fascinosa, nel bell'edificio barocco al limitare del centro urbano s'insediò addirittura una fabbrica di scarpe. Gradualmente l'abbandono portò al parziale crollo dei soffitti dell'ex chiesa e alla compromissione di numerosi affreschi realizzati negli anni '30 dal ronchesano Giuseppe Resi. Con un intervento tampone, la precedente amministrazione sistemò il tetto arrestando l'umidità che ormai trasudava dai muri con effetti devastanti. Al'inizio del 2013 la giunta di Farina ha ultimato il parziale restauro della sacrestia spendendo 287mila euro. Ora anche il luogo attiguo alla vecchia chiesa ha un nuovo tetto, parte di muri rimessi a nuovo, intonaci esterni e serramenti. Ma per aggiungere impianti, pavimento e intonaci interni, e così rendere la sacrestia fruibile alle associazioni di volontariato, il sindaco stima siano necessari 100mila euro. Con altri 400mila circa verrebbe recuperato l'intero corpo centrale del luogo di culto. Così si arriverebbe ai 500 mila previsti dal progetto «6.000 campanili». Se andrà bene, Palù farà un bel colpo. Perché, di questi tempi, per un Comune di 1.350 abitanti ritrovarsi con 500mila euro da spendere, è come vincere al lotto. Piero Taddei