La Procura apre un'inchiesta dopo l'esposto di Italia Nostra Nel mirino la copertura in vetro del chiostro minore Aperta un'inchiesta in procura in merito ad una serie di lavori di ampliamento e ristrutturazione del museo Eremitani. Il pubblico ministero Sergio Dini è deciso a far luce su quanto dettagliatamente esposto al quarto piano del Palazzo di giustizia nei mesi scorsi dal Consiglio regionale di Italia Nostra, presieduto dall'architetto Maria Letizia Panajotti. Quest'ultima è stata sentita dalla polizia giudiziaria per ampliare alcuni particolari dell'esposto. Si sta valutando anche di procedere al sequestro preventivo del cantiere di prossima attuazione al fine di bloccare lavori che sarebbero inficiati da profili di illegalità. A finire sotto la lente d'ingrandimento della procura è il cosiddetto "pacchetto" predisposto dall'assessore alla Cultura Andrea Colasio: la copertura in vetro del chiostro minore. Il progetto è stato predisposto dal Comune e finanziato dal Comune, dalla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo (un milione e 150 mila euro) e sostenuto soprattutto con un contributo di 3.109.323,27 euro dal Programma operativo regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale. Tra i punti di criticità rilevati da Italia Nostra c'è il mancato rispetto dell'iter procedurale previsto dal Prg in quanto il progetto definitivo è stato approvato prima del Piano urbanistico attuativo e questo rende difficile l'approdo al progetto esecutivo. Manca anche l'essenziale certificato di conformità urbanistica. Inoltre non si provvede al restauro o ripristino degli spazi scoperti, ma se ne diminuisce la superficie con la realizzazione di nuove costruzioni. Nell'area dove c'erano gli orti, dietro il Museo degli Eremitani, è prevista la realizzazione di una caffetteria, dei laboratori didattici e di un nuovo lapidario per complessivi 11 mila metri cubi di cemento che resettano il verde. Il chiostro Albini, vincolato dalla Soprintendenza, viene incapsulato con una calotta di vetro generando volume edilizio che supera la quantità massima consentita, così si produce un «effetto francobollo» perché il chiostro, così espanso, viene realizzato a 70 centimetri dalla parete finestrata della chiesa degli Eremitani e ciò senza che la proprietà ecclesiale sia stata interpellata. Inoltre il progetto non ha ottenuto tutti i nulla osta da parte della Soprintendenza, ma solo pareri interlocutori. Manca anche l'autorizzazione paesaggistica. Secondo Italia Nostra, questo mazzo di irregolarità di carattere giuridico potrebbe comportare, a giudizio della procura, rilevanza penale.
PADOVA - Museo Eremitani indagine sui lavori
La Procura di Padova ha aperto un'inchiesta su un progetto di ampliamento e ristrutturazione del Museo degli Eremitani. L'esposizione di Italia Nostra ha sollevato diverse criticità, tra cui il mancato rispetto dell'iter procedurale, la mancanza di certificato di conformità urbanistica e il superamento della quantità massima consentita di volume edilizio. Il progetto prevede la copertura in vetro del chiostro minore, che è vincolato dalla Soprintendenza, e la realizzazione di nuove costruzioni, tra cui una caffetteria e laboratori didattici. La Procura sta valutando di procedere al sequestro preventivo del cantiere e di bloccare i lavori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo