SIRACUSA. Siamo in una fase di rinascita. Il risveglio culturale dell'isola avanza. Il banco di prova è l'imponente operazione anche di restyling che l'assessorato regionale ai Beni Culturali sta spingendo in più direzioni. «L'apertura progressiva di molti siti - ha affermato Fabio Granata - e tutta una serie di opere sostenute da fondi comunitari di Agenda 2000, per oltre 600 milioni di Euro, deve concretamente l'idea di cosa questo risveglio stia a significare per la Sicilia». Intanto l'ammodernamento di tutti i musei regionali, tra cui quello siracusano, l'Archimedeo e quello regionale «Paolo Orsi», e quindi il Salinas, l'«Abatellis», il museo «Pepoli» di Trapani nonché la definizione della nuova sede del museo di Messina. Progetti più che cantierabili poiché dovranno essere consegnati entro il 2004. II 90 dei siti, di competenza regionale, da qui a maggio, usufruiranno di strutture aggiuntive, grazie alle gare indette dall'assessorato al ramo. Tre i raggruppamenti di imprese private a gestire biglietterie, coffee-shop, book shop, guide didattiche e ristoranti. Pochi i ritardi, per la primavera, forse, ne mancherà all'appello qualcuno, questione di spazi, ma, in definitiva, spiega Granata, quel che conta è di aver mantenuto l'impegno ed aver equiparato degnamente l'immenso patrimonio isolano con i servizi di cui sopra. La Nuova Musa è la ditta ad aver vinto la gara d'appalto per le province di Messina, Ragusa e Siracusa; l'Ati Federico II si occuperà del palermitano; ancora un altro gruppo per Agrigento e Caltanissetta; infine la società mista, a partecipazione regionale. Arte Vita, penserà a gestire la provincia di Enna. Trapani fa storia a sé, subisce un piccolo slittamento nei tempi, a causa di un ricorso al Tar che, comunque, dovrebbe risoversi entro l'estate. Insomma, sarà una promozione attenta del territorio, del nostro patrimonio culturale, dove una grande responsabilità pare debbano avere i privati. L'assessore Granata definisce questo sodalizio una sorta di mecenatismo disinteressato, utile a questa imponente conversione del Bene nell'unico, possibile modello di sviluppo: «Certamente, da qui in poi bisogna lavorare molto sulla formazione del personale, utilizzando, in modo intelligente, gli ex articolisti e rinsaldando il nostro rapporto con le università. Tuttavia, siamo ad un buon punto, sicuramente». Subito dopo la finanziaria, l'assessorato regionale ai Beni culturali presenterà all'Ars un testo di riforma complessiva del comparto che renderà autonomia ai musei ed ai parchi archeologici, tutto questo perché si responsabilizzi la gestione dei siti coerentemente con una nuova managerialità. «Nello stesso testo - prosegue Granata - saranno inglobate importanti novità per quel che riguarda la gestione artistica di teatri e luoghi antichi, con un direttore artistico che dovrà giudicare un vero e proprio progetto culturale legato al teatro appunto».