Partiranno presto altri lavori sulle Mura ad opera della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Fra i più urgenti quelli di consolidamento della Casermetta San Pietro, antistante il Villaggio del Fanciullo. Una struttura che ha denunciato seri problemi di tenuta e che rischia di dover essere dichiarata inagibile. Oltre a questo, partirà presto (come anticipato alcuni giorni fa dal Tirreno) anche il lavoro di recupero del sotterraneo del baluardo San Paolino (in foto), quello con accesso da via del Pallone. Si tratta di una grande area di circa 1.300 metri quadrati, già utilizzata per alcune esposizioni ma che- con il passare degli anni - è andata degradandosi. Fra i primi interventi necessari, quello per l'impermeabilizzazione, sulla falsariga di quanto fatto alla Casa del boia. Altri lavori, più piccoli, riguarderanno l'asfalto e le scese pedonali sparse lungo i quattro chilometri delle Mura. di Luca Cinotti wLUCCA Alla fine ogni dubbio è stato sciolto. La Casa del Boia diventerà un Museo sulle Mura e sulla via Francigena, mentre l'ex canile sul quasi dirimpettaio Baluardo San Salvatore sarà un punto di appoggio sia per i pellegrini che per chi, ogni giorno, utilizza le Mura per sport o per semplice diletto. La definizione di queste destinazioni d'uso ha consentito un'accelerazione dei lavori di recupero delle due importanti strutture in corso a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: «Per quanto riguarda l'ex canile - spiega Franco Mungai, che ha seguito da vicino i due cantieri - dovrebbe essere pronto entro la fine di quest'anno. Mentre per la Casa del boia si parla di giugno del 2014». In ogni caso, i due spazi saranno disponibili per la seconda parte dell'anno di festeggiamenti per il mezzo millennio della Cerchia. I lavori più complessi sono quelli che riguardano la Casa del Boia. Che - come già fatto trapelare qualche tempo fa - alla fine ospiterà un museo tutto dedicato alla storia delle Mura e a quella della via Francigena, itinerario che vede la nostra città come uno dei capisaldi. L'idea, condivisa dall'amministrazione comunale e dalla Fondazione, ha portato alla creazione di una vera e propria "porta di ingresso" sulle Mura. Si potrà infatti accedere alla Casa del boia direttamente dal livello della strada, lungo via dei Bacchettoni, entrando nella cannoniera («un bellissmo spazio che merita senz'altro una visita», spiega Mungai). Da qui partirà un ascensore che porterà il visitatore al livello della cortina: un accorgimento immaginato anche per aiutare i disabili che troppo spesso devono rinunciare a vivere le Mura. All'interno della Casa, l'intenzione è di costruire un percorso multimediale, in stanze che potranno, all'occorrenza, essere utilizzati anche per altri scopi. E, d'altra parte, che molti potessero essere le destinazioni di questo storico manufatto lo ha dimostrato il dibattito sviluppato in primavera anche sulle nostre pagine, durante il quale era stata ventilata l'idea di un possibile utilizzo come spazio di aggregazione per i giovani. Per quanto riguarda l'ex canile, invece, i lavori sono in dirittura d'arrivo: la Fondazione dovrà definire alcuni particolari con la Soprintendenza (ad esempio il tipo di infisso da utilizzare), ma la struttura è stata recuperata, con le ulteriore realizzazione di un piano interrato che di fatto raddoppia l'estensione. Questo diventerà un punto di accoglienza e di appoggio intimamente legato alla Casa del boia: ci sarà un punto ristoro, dei bagni e delle docce, ma anche un luogo dove lasciare le biciclette. Uno spazio che, però, non sarà solo per i pellegrini, ma anche per i tanti che ogni giorno vanno a fare jogging o altri sport sulle Mura. La gestione, molto probabilmente, sarà affidata dal Comune tramite un bando che individuerà un soggetto che non pagherà un canone ma che, da parte sua, si impegnerà a mantere aperte e in buono stato le strutture. A questo proposito, Mungai spiega anche che l'idea è di installare delle telecamere per evitare l'accanimento dei "soliti" vandali. «Dovremo avere il nulla osta della Soprintendenza, alla quale abbiamo chiesto l'ok per la videosorveglianza anche di Porta Elisa». Proprio l'ingresso in città (anch'esso recentemente riportato agli antichi splendori dal restauro della Fondazione) è visto come uno dei punti più a rischio soprattutto per le opere di writer più o meno improvvisati.