Per usare le parole che Franco Arminio ha dedicato a uno dei suoi paesi, Cosenza è ormai il "tipico posto del Sud di oggi. Il centro storico è in rovina, il resto è periferia. Solita storia di una comunità in fuga dal suo passato". Ci sono molti modi di fuggire, allo stesso tempo, dal passato e dal futuro: uno di questi è considerare il passato una specie di attrezzeria scenica nella quale attingere per un improbabile marketing a costo zero che concorra a bloccare ogni seria idea di sviluppo culturale, e dunque anche economico. A Firenze, per esempio, questo binario morto si chiama "Rinascimento": a Cosenza rischia di chiamarsi "Alarico", come il re dei Visigoti sepolto nel 410 dopo Cristo nel letto del fiume Busento, insieme al suo mitico tesoro . Tre mesi fa Gian Antonio Stella ("Corriere della Sera", 3 luglio) ha raccontato che il sindaco Mario Occhiuto aveva annunciato la costruzione di un grande "Museo di Alarico", e ha dato dato voce alle dure e sacrosante critiche dello storico cosentino Battista Sangineto, per il quale un simile museo "non può costituire la spinta propulsiva, il riferimento culturale e identitario di un progetto museale che attragga turismo culturale", mentre sarebbe assai meglio "risvegliare nell'anima dei calabresi la capacità di riconoscere la bellezza e l'armonia dei monumenti, delle città e dei paesaggi". Dopo quelle polemiche il sindaco aveva dichiarato: "Imputarci una volontà di sfruttamento del brand Alarico (sic!) significa offendere la nostra storia" (6 luglio). Ora, invece, Occhiuto torna alla carica, annunciando di volerne fare proprio "un brand, un business per la città" (il "Quotidiano della Calabria", 26 settembre), costruendo un grande museo con pareti "invisibili" epperò "dorate". Il tutto all'insegna del sublime slogan: "Un tesoro di città". Naturalmente il tesoro non esiste, e il museo conterrebbe solo ricostruzioni virtuali: un baraccone tra Voyager e il luna park, insomma, utile solo a non pensare ai veri problemi della città storica. Se l'idea è tornare alla barbarie, siamo sulla strada giusta.
PATRIMONIO ALL'ITALIANA Alarico, "ideona" a Cosenza
Cosenza è considerata un "tipico posto del Sud" con un centro storico in rovina e una periferia in crescita. Il sindaco Mario Occhiuto ha annunciato la costruzione di un grande "Museo di Alarico", ispirato al re dei Visigoti che ha conquistato la città nel 410 d.C. Lo storico Battista Sangineto ha criticato l'idea, sostenendo che un museo di questo tipo non può essere la spinta culturale per la città. Dopo le polemiche, Occhiuto ha dichiarato di voler costruire un "brand" e un "business" per la città, annunciando la costruzione di un grande museo con ricostruzioni virtuali e un slogan "Un tesoro di città".
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo