Nello scalpore suscitato dalla nostra (della sezione di Venezia di Italia Nostra) richiesta al ministro Bray di inviare un'ispezione presso la soprintendente Renata Codello al fine di appurarne l'idoneità a ricoprire il suo delicato ruolo, tutti i difensori della soprintendente hanno aperto i loro interventi sostenendo che la questione delle grandi navi da crociera esula comunque dalle competenze di quell'ufficio. Tale dichiarazione era stata espressa dalla soprintendente stessa e dal presidente del Porto Paolo Costa, per il quale la soprintendenza non avrebbe "competenza né responsabilità" per intervenire sulla questione delle grandi navi. Di fronte a tali dichiarazioni non restava che andare a rivedere la legislazione e richiamare l'attenzione del Ministro (e di quanti sono interessati al problema) sull'articolo 10, primo comma, del codice dei beni culturali e paesaggistici, che certamente assoggetta le acque del Bacino di San Marco e della Laguna tutta alla speciale tutela del Ministero, mentre l'articolo 28 del medesimo codice gli conferisce esplicitamente il potere di interdire, anche in via cautelare, la navigazione di natanti di caratteristiche e dimensioni incompatibili con il carattere storico di quelle opere idrauliche e di quell'ambiente. Pertanto il consiglio direttivo della sezione ha inviato al Ministro un'ulteriore lettera, nella quale ribadisce la convinzione che "lo scandaloso fenomeno deel transito delle gigantesche navi crocieristiche ... chiami in causa la diretta responsabilità del Suo Ministero".