PRATO Palazzo Pretorio che non t'aspetti. Imponente, maestoso, scrigno di tanti gioielli d'arte. Restaurato, restituito alla città e, fino al 13 gennaio 2014, sede della mostra "Da Donatello a Lippi" che sta richiamando migliaia di visitatori. «E' quasi un miracolo che sia stato riaperto dopo tutti questi anni ed è un piacere essere oggi a Prato». Parola di Antonio Paolucci, attualmente direttore dei Musei Vaticani. E' un affetto speciale quello che lega uno dei più grandi storici dell'arte, già ministro ai Beni culturali (dal 1995 al 1996 con il governo Dini) ed ex Soprintendente del Polo Museale Fiorentino, a Palazzo Pretorio e alla città di Prato. Per lui un'emozione, rivedere il Pretorio dopo tanti anni, approfittando della visita alla mostra insieme all'assessore alla Cultura Anna Beltrame, la curatrice Cristina Gnoni Mavarelli e la conservatrice del Museo Civico Maria Pia Mannini (era presente anche il senatore Pdl Riccardo Mazzoni che al Pretorio è ritornato ad ammirare i capolavori del Rinascimento). Un'occasione per riallacciare vecchi legami, complice la presenza di Cristina Gnoni e Maria Pia Mannini che conosceva già dai tempi del lavoro a Firenze. Perchè questo legame con Palazzo Pretorio? «Ricordo che venni a Prato nel 1996 per inaugurare al Centro Pecci la mostra di Burri e Fontana, curata da Bruno Corà, quando ero ministro dei Beni culturali. Non ritornai più in città proprio perché Palazzo Pretorio, che mi colpii fin da subito, era chiuso per restauro. Rivederlo dopo quasi vent'anni ora mi fa un certo effetto. Ha subito un intervento di ristrutturazione molto importante. Penso che un'intera generazione di pratesi purtroppo non abbia avuto la fortuna di conoscere il suo museo: ora è il momento di riappropriarsi di questo gioiello». Quali sono le sue impressioni sulla mostra "Dal Donatello al Lippi? «Molto buone. Intanto l'esposizione è un'occasione per studiare meglio il periodo del Rinascimento pratese. Ci si dimentica spesso come Prato nel Quattrocento sia stata una capitale delle arti, anche in competizione con Firenze. E' importante capire la grandezza artistica di Prato nel Quattrocento. Tutti i più grandi artisti di quell'epoca sono passati da qui: da Donatello a Filippo Lippi, passando per Michelozzo e Paolo Uccello. E ritrovarli tutti insieme in questa mostra è un'occasione unica e rara». Dopo averla visista, qual'è l'opera che l'ha più compita? «Premesso che sono un amante della pittura di Filippo Lippi, mi ha molto colpito il "Compianto su Cristo Morto": un dipinto che trovo molto commovente, carico di tensioni e suggestione». Da mesi infuria a Prato la polemica sulla contesa dei quadri della Galleria degli Alberti . Qual'è la sua opinione in merito? «Sono amico del presidente Zonin, lo conosco personalmente. Mi piacerebbe riuscire a convincerlo che è anche nell'interesse della sua banca lasciare i quadri a Prato. Quei dipinti sono suoi però, in mezzo c'è stata anche un'operazione bancaria. Penso che sia poco da fare». Intanto oggi la mostra resterà aperta dalle 10 alle 19: dalle 10.30 alle 12.30, laboratorio didattico per bambini sulla storia della regina Vashti (ispirata al quadro di Filippino Lippi) e, alle 17, visite guidate per singoli. Per informazioni sui prezzi consultare il sito www.officinapratese.com . (r.t.)
PRATO - Palazzo Pretorio riaperto: un miracolo. Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, visita e fa i complimenti alla mostra "Dal Donatello al Lippi"
Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ha visitato Palazzo Pretorio a Prato e ha espresso un'emozione per vedere il palazzo dopo tanti anni. Il palazzo è stato restaurato e ospita la mostra "Dal Donatello al Lippi" che sta attirando migliaia di visitatori. Paolucci ha apprezzato l'esposizione e ha detto che è un'occasione unica per studiare il periodo del Rinascimento pratese. Ha anche espresso la sua ammirazione per il dipinto "Compianto su Cristo Morto" di Filippo Lippi. La mostra resterà aperta fino al 13 gennaio 2014.
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