Sono tre i tesori d'arte che non potranno mai lasciare i musei di Siracusa. Si tratta della Venere Landolina e del Kourotrophos di Megara Hyblaea, entrambi custoditi nelle sale del «Paolo Orsi», a cui si aggiunge l'Annunciazione di Antonello da Messina esposta nel salone centrale della Galleria Bellomo di Ortigia. Tre opere che fanno parte della lista dei 23 beni considerati «speciali» dalla Regione nell'ambito del Regolamento sui beni inamovibili che fa seguito alla legge stilata nel 1977, oggi riveduta e corretta. Gioielli corteggiati dai musei di tutto il mondo ma che potranno lasciare le strutture in cui sono custoditi solo in occasione di eventi culturali dalla portata internazionale e manifestazioni di alto profilo culturale che non mettano a rischio l'incolumità dei tre delicati tesori. Le opere in questione sono difatti delicate e di immenso valore storico. La Venere scoperta da Saverio Landolina nell'orto Bonavia nel 1884, è una statua in marmo del II secolo d. C. considerata uno dei simboli del museo ARCHEOLOGICo «Paolo Orsi» e oggi esposta nella sala centrale del settore dedicato alle polis. Il Kourotrophos di Megara Hyblaea è una statua del 550 a. C in pietra calcarea che raffigura la Dea della fecondità mentre allatta due neonati. Rinvenuta dentro una tomba greca nel 1952, era parte di un ricco deposito votivo di un illustre defunto. Infine, il terzo tesoro è il capolavoro dipinto nel 1474 da Antonello da Messina: L'Annunciazione. Olio su tavola trasportato su tela, dapprima esposto nella chiesa dell'Annunziata di Palazzolo e oggi attrattiva per antonomasia della Galleria regionale di Palazzo Bellomo. «Queste sono le prime opere che si è ritenuto di inserire in un elenco di beni di particolare pregio - dichiara l'assessore regionale ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata - e che devono essere tutelate in modo speciale. Naturalmente non tutte possono viaggiare e quindi solo quelle per le quali ciò è possibile potranno essere oggetto di "accordi di reciprocità" ma solo con importanti musei mondiali che faranno proposte vantaggiose per la Sicilia». Tre grandi opere che saranno prestate solo in casi eccezionali, dunque, così come prevede la direttiva assessoriale che regola l'esportazione dei beni culturali fuori dalla Sicilia e stabilisce precisi limiti nell'interesse della conservazione della parte più prestigiosa del patrimonio culturale. 02102013