Visite negate dall'1 al 13 ottobre per la manutenzione degli impianti di sicurezza Il museo archeologico «Paolo Orsi» chiude per ragioni di sicurezza. Dal primo ottobre e sino a giorno 13, la struttura regionale di viale Teocrito non sarà visitabile per consentire lo svolgimento di alcuni interventi di manutenzione straordinaria degli impianti di sicurezza. Ma non solo. Da qualche settimana, infatti, il museo regionale di villa Landolina ospita un cantiere per la realizzazione del primo laboratorio di restauro della struttura: indispensabile nell'ambito delle attività museali come evidenzia la direttrice, Beatrice Basile. «Abbiamo deciso di chiudere il museo per due settimane - dice l'archeologa - perchè dovremo ospitare due cantieri in concomitanza. Uno è quello già in atto per la nascita del laboratorio di restauro, che sarà ampliato con attrezzature ad hoc, e l'altro è quello di manutenzione straordinaria degli impianti di sicurezza all'interno dei settori museali. Per evitare di causare disagi ai visitatori, e per consentire agli operai di lavorare rapidamente e senza intoppi di alcun tipo, abbiamo ritenuto opportuno chiudere le sale per un tempo non troppo lungo». Il museo archeologico riaprirà i battenti il 14 ottobre. Ma a breve ospiterà altri tre cantieri attesi da anni che cambieranno il volto della struttura museale intitolata a Paolo Orsi e voluta da Giuseppe Voza, ormai trenta anni fa. «Si tratta di lavori che rinnoveranno il museo - dice la direttrice Beatrice Basile - inseriti nell'ambito dei progetti Por che attendiamo da anni. Lavori di riqualificazione e nuovo allestimento che riguarderanno le sale espositive e non solo». I progetti saranno presentati nei dettagli nei prossimi giorni. Essi riguaderanno un restyling dei settori museali di villa Landolina e la sistemazione del giardino esterno che diverrà parte integrante dell'esposizione. Inoltre verrà allestito un coffee shop e verranno ammodernati anche i locali a ridosso del museo, che si trovano all'interno della struttura della villa, i quali ospiteranno gli uffici amministrativi e la direzione. «Si tratta di interventi importanti - aggiunge Beatrice Basile -, tasselli fondamentali per il restyling del museo a cui miriamo. Ma certo non basta. Quel che occorre è un impegno sinergico fra l'ente regionale e la nostra struttura, e ancora fra il Comune per la promozione e la valorizzazione di un museo dalle potenzialità sinora certo inespresse». Il museo «Paolo Orsi» rappresenta un vero tesoro: con i suoi reperti è una delle strutture espositive archeologiche più importanti al mondo. Eppure, vanta oggi 65mila visitatori all'anno: troppo pochi rispetto alle sue potenzialità, appunto. «Occorrono fondi e dunque un'attenzione diversa da parte della Regione - dice la direttrice - e un dialogo costante per avviare programmi nuovi. Così come con il Comune occorre avviare un'azione sinergica che preveda servizi primari da parte dell'Amministrazione fra cui i trasporti e la promozione». 27092013