«POMPEI sarà una battaglia che vinceremo». Massimo Bray mercoledì scorso detta dal palco della Festa regionale di Sel, in corsoa Castellammare di Stabia, la ricetta per salvare i beni culturali. Una missione che il ministro-intellettuale, direttore della Treccani in aspettativa, sta vivendo con intensità fisica, andando in giro per siti e musei del Bel Paese. Tra le ultime tappe, Sibari nella Calabria delle occasioni perdute. È stanco, Bray. Il Senato ha appena dato il via libera al suo decreto "Valore cultura". «Ce la farò ad andare via entro le 21,30?» chiede ad Arturo Scotto, leader campano del partito che lo accoglie. «Giovedì mattina alle 8 devo stare in Parlamento» confida. Bray incassa soddisfatto anche il sì dei vendoliani sul provvedimento che ridisegna un pezzo fondamentale dei beni culturali campani: Pompei, Napoli e la Reggia di Caserta. «Giudico molto positivamente il voto di Sel, così come l'astensione del Movimento 5 Stelle. Si è detto che è un decreto troppo sbilanciato verso il Sud, ma io - spiega il ministro - penso che Pompei sia il Mezzogiorno. E fin quando non risolveremo i problemi del Sud e dei beni culturali non riusciremo a mettere in piedi lo sviluppo del Paese. Pompei è il sito archeologico più importante al mondo e noi dobbiamo vincere questa sfida. La deve vincere l'Italia, mettendo in campo le proprie migliori energie. Penso ad esempio all'economia sociale, al mondo della cooperazione che abbiamo inventato noi italiani, una grande risorsa del nostro Paese che ci viene riconosciuta all'estero». Il decreto Cultura quasi certamente sarà convertito in legge martedì prossimo, con il voto finale alla Camera. Da quel momento diventano operative le scelte che Bray ha voluto per cambiare passo: due distinte soprintendenze archeologiche, una per Napoli, un'altra per Pompei, Ercolano e Stabiae, un'unica soprintendenza per il polo museale di Napoli e la Reggia di Caserta, un direttore generale del Progetto Pompei. Chi sarà il nuovo soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabiae? «Ci stiamo pensando». E a Napoli chi arriverà? «Vedremo». Abbottonatissimo il ministro anche sulla nomina a Pompei del direttore generale di progetto, che coordinerà l'Unità grande progetto composta da 20 unità provenienti dai ruoli ministeriali e da esperti esterni, unità che avrà sede nell'area archeologica di Pompei. «Nomina delicata, qui non possiamo proprio sbagliare», confida Bray, ma nomi non ne fa. Anche se, quando illustra la sua visione dei beni culturali, un po' disegna l'identikit delle persone che vorrebbe alla guida dell'operazione Pompei. Dice Bray: «Non è vero che la soluzione del problema sono i privati, abbiamo anzi musei affidati ai privati e gestiti malissimo. Lo Stato deve farcela, e non è vero che mancano i soldi. Come sinistra non possiamo rinunciare al fatto che sia lo Stato, il pubblico, a doversi occupare dei propri beni culturali, perché sono questi che distinguono l'offerta turistica italiana». Alla fine, Arturo Scotto strappa al ministro due impegni: tornare in zona per visitare le ville romane di Stabiae, ancora non inserite nella lista Unesco (come chiede a gran voce il sindaco di Castellammare Nicola Cuomo), e rispondere all'interrogazione presentata da Sel tre mesi fa in cui si denuncia la «privatizzazione in atto da anni degli scavi di Stabiae». Mentre Bray va via, altri dossier giungono nelle sue mani: Sel dell'area nolana gli chiede un intervento per scongiurare l'interramento del villaggio prestorico di Nola, il comitato civico "Villa Fondi bene comune" chiede di bloccare la chiusura del museo archeologico di Piano di Sorrento perché il Comune vuole destinare i locali ad altri usi, il proprietario del Castello Lauritano ad Agerola chiede di poter riprendere i lavori. «È una fortuna fare il ministro - confessa Massimo Bray- so che non durerà molto, perciò vado in giro. E trovo moltissima passione per i beni culturali. Credo molto nei nuovi media, tanti cittadini mi chiedono di vedere un posto che abbiamo trascurato, di riaprire un museo chiuso, di salvare un sito archeologico».Ea tarda sera posta una foto con i giovani di Sel sul suo profilo twitter: «Emozionato per l'affetto con cui sono stato accolto a Castellammare», dopo aver discusso con i deputati di Sel Giancarlo Giordano e Celeste Costantino, con la segretaria Flc Cgil Napoli, Fiorella Esposito e con Stefano Scanu di Legambiente.